Nusco, demolito il campetto. È (anche) così che l’Irpinia muore

Nusco, demolito il campetto. È (anche) così che l’Irpinia muore

Finisce qui. L’arbitro fischia la fine. A nulla è valsa la costituzione del Comitato cittadino. Non è bastata neanche la raccolta firme né è stata accolta la richiesta di un tavolo di confronto. A Nusco è partita nella giornata di ieri l’opera di demolizione del campetto da calcio a 5 situato in Villa Nuova.

Finisce qui. L’arbitro fischia la fine. A nulla è valsa la costituzione del Comitato cittadino. Non è bastata neanche la raccolta firme né è stata accolta la richiesta di un tavolo di confronto. A Nusco è partita nella giornata di ieri l’opera di demolizione del campetto da calcio a 5 situato in Villa Nuova. Irremovibile la posizione dell’Amministrazione Comunale e del noto sindaco Ciriaco De Mita. Ma perché questa scelta, visto che inizialmente si parlava di semplici interventi di manutenzione? Si dice che il campetto vada demolito per riqualificare il centro storico, ampliando la “zona passeggio” all’interno della villa e rendendo il parco più verde. Almeno così si dice, appunto. Fatto sta che le certezze, in questo momento, sono altre. La certezza è che il verde speranza del manto erboso diventerà presto polvere. La certezza è che laddove vi era divertimento e aggregazione ora regna la desolazione. Rabbia e desolazione. Perché troppo spesso ci si riempie la bocca con parole come comunità, giovani, futuro ma non appena bisogna fare qualcosa di concreto per loro, ecco che le belle parole e le promesse vanno a farsi benedire. Già, perché al Sud, in particolare in Irpinia, funziona ancora così. Alle parole raramente seguono i fatti. Non c’è da meravigliarsi poi se i giovani decidono di lasciare la propria terra per cercare fortuna altrove. Non c’è da meravigliarsi se i piccoli paesi diventano sempre più insignificanti. Non c’è da meravigliarsi del degrado socio-economico sempre più forte. Senza andare troppo oltre, i giovani di Nusco oggi si chiedono e chiedono cosa ne sarà dei loro pomeriggi e dove poter andare a giocare. Sembra che presto possa essere costruito un nuovo campetto in un’altra zona del paese. Sembra, si dice. A proposito del discorso di prima. Tuttavia, anche se dovesse essere edificata una nuova struttura, ciò non colmerebbe del tutto la delusione dei ragazzi. Da un lato perché, come testimoniato dalle reazioni registrate sui social in queste ore, l’immaginario collettivo dei nuscani, giovani e non, associa il campetto alla Villa Nuova. Ma soprattutto perché questa demolizione rappresenta una sconfitta per tutti. I giovani hanno provato in tutti i modi ad evitarla (basti pensare alla raccolta firme), ma alla fine non è bastato. Ed è per questo dunque che un qualcosa di grave si, ma apparentemente non catastrofico, come l’abbattimento di una struttura sportiva diventa motivo di sconforto. Perché in questo caso un pallone che rotola diventa altro. È libertà, è fiducia, è voce in capitolo. È futuro e opportunità. Parole che, ahinoi, hanno sempre meno a che fare con la nostra Irpinia.

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