Rastelli agli inquirenti: “Ricordo che prima di Modena, Izzo chiese di non giocare”

Rastelli agli inquirenti: “Ricordo che prima di Modena, Izzo chiese di non giocare”

Anche Massimo Rastelli è stato ascoltato dalla Dda di Napoli. Non emerge nessun coinvolgimento del tecnico che spiega agli inquirenti le dinamiche della squadra e ricorda in particolare quelle due partite. Proprio contro il Modena, ricorda Rastelli, Izzo aveva un problema muscolare e chiese di andare in panchina. Uno stralcio del suo interrogatorio

Anche Massimo Rastelli è stato ascoltato dalla Dda di Napoli. Non emerge nessun coinvolgimento del tecnico che spiega agli inquirenti le dinamiche della squadra e ricorda in particolare quelle due partite. Proprio contro il Modena, ricorda Rastelli, Izzo aveva un problema muscolare e chiese di andare in panchina. Uno stralcio del suo interrogatorio

 

“Nelle stagioni 2012-2013 dal 1 luglio 2012, per il campionato di Lega Pro, girone B, con promozione nella serie superiore.  Nel 2013-2014, campionato di Serie B, siamo giunti undicesimi con 59 punti, mentre ai play off ci si arrivava con l’8 posto. Nel 2014-2015, in serie B, arrivando 8^ ai play off superando il 1 turno ed abbiamo perso la doppia sfida con il Bologna. Avevo un altro anno di contratto con Avellino, è giunta l’offerta del Cagliari ed ho rescisso il contratto l’11.6.2015 per diventare l’allenatore del Cagliari, che io reputo una squadra di serie superiore e per è un miglioramento professionale.  Nell’Avellino ho giocato anche nel campionato C1 e poi serie B dal 2004 al 2006″.

“L’obiettivo principale iniziale era una salvezza tranquilla; poi abbiamo fatto un grandissimo girone d’andata e quindi l’asticella si è alzata. Ho sempre addebitato alla società di non avere fatto quegli acquisti che ci avrebbero consentito di superare quel gap del salto di categoria che poi, poiché il campionato di serie B è stressante ed impegnativo, ci ha fatto perdere posizioni. La squadra era composta di solo tredici giocatori che avevano dimostrato di reggere la serie B. Ho notato anche un decadimento fisico, che ho addebitato alla non abitudine a questo tipo di campionato, non avendo io alternative che permettessero di far ruotare la rosa”.   

“Fu l’inizio del girone di ritorno a far registrare una flessione di risultati, più che di prestazioni; la squadra giocava anche bene ma più del pareggio non si riusciva a fare. Avevamo meno solidità difensiva. Per quanto riguarda le partite di maggio 2014, andammo benissimo in casa. Vincemmo tutte le partite in casa tranne la partita con il TRAPANI, un 3-3 in ampio recupero. Quelle fuori casa le perdemmo tutte. Ho avuto giocatori nel girone di andata che hanno tirato la carretta, soprattutto i centrocampisti, come ARINI SCHIAVON e D’ANGELO, mentre nel girone di ritorno sia D’ANGELO che SCHIAVON ebbero una flessione, l’unico a mantenere i suoi livelli fu ARINI. Per quanto riguarda IZZO ARMANDO, il girone d’andata fu ottimo, nel girone di ritorno alla prima a Novara si ruppe il menisco, lesione da cui si riprese a tempi record, con molta forza fisica, riprendendo il posto da titolare. Nel finale, le ultime sei sette partite, iniziò ad accusare problemi fisici che mi costrinsero a non convocarlo, a tenerlo in panchina, non avendo più quel tipo di rendimento che aveva avuto in precedenza”.  

“Certamente si, tra cui MILLESI, BIANCOLINO, CASTALDO, FABBRO, TOGNI,  anche se costui aveva meno influenza o meglio nulla, soprattutto perché ebbe molti problemi ad ambientarsi. MILLESI era stato capitano ed era capitano della squadra quando giocava titolare. MILLESI si è sempre comportato in modo impeccabile, era stato anche mio compagno di squadra nel 2004-2006 e non mi creava problemi all’interno dello spogliatoio”. 

 

Giocando il sabato, il lunedì era la ripresa classica con allenamento pomeridiano, il martedì era spesso allenamento doppio, mattina – pomeriggio, ma non sempre. Il mercoledì di solito facevamo un’amichevole con la primavera o tra di noi, ma non sempre, se pensavo che la squadra  avesse bisogno di allenamenti specifici, mi dedicavo a quelli. Il giovedì c’era l’allenamento in cui si iniziava a calare i carichi di lavoro, con esercizi più mirati a quelli che potevano essere le caratteristiche dell’avversario. Magari esercitazioni difensive, o di reparto. Il venerdì era il giorno della riunione tattica. Io non davo mai la formazione il venerdì, per il sabato. Durante tutta la settimana facevo prove, nove dei miei erano titolari fissi, due o tre elementi ruotavano, nel caso di dubbi. In altri periodi, mischiavo perché non volevo dare riferimenti o certezze, volevo tenere tutti sulla corda. La formazione non la davo mai, la davo esclusivamente quando lasciavamo l’albergo per andare allo stadio. Quando giocavamo in casa, ci riunivamo all’albergo Hotel Malaga, situato ad Atripalda. Vi erano giocatori che alloggiavano là, tra cui DE CARLI, o MILLESI che alloggiava là o in un miniappartamento sempre in Atripalda, molto vicino all’albergo. MILLESI fece tornare la famiglia a Catania alla fine del girone di ritorno. Si tratta di notizie che ricevevo attraverso il direttore sportivo, Enzo De Vito, o Massimiliano Taccone, il direttore generale. MILLESI già sapeva di non rientrare più nei piani tecnici dell’Avellino e che la società non gli avrebbe rinnovato il contratto. Nonostante ciò, il suo rendimento o la sua condotta non ebbero flessioni. A differenza di altri, ed invero ho già riferito di un calo generalizzato nel girone di ritorno del 2013-2014.      

 

Vigilia di MODENA AVELLINO del 17 maggio 2014. 

Partita importantissima, vincendo con il Crotone avevamo alimentato le speranze di entrare nei play off, il MODENA era avanti, meglio piazzato di noi. Alla vigilia della partita ricordo che IZZO ARMANDO, che già il giorno prima aveva accusato un piccolo fastidio, il giorno stesso della gara allorché io avevo intenzione di farlo giocare titolare, venne il massaggiatore a dirmi che IZZO che non se la sentiva, se non sbaglio aveva un problema al flessore, al bicipite femorale. Lo portai comunque in panchina, per fare numero: IZZO era un titolare inamovibile, e credo che nel briefing indicai DE CARLI, a fianco di PECCARISI. IZZO e PECCARISI erano i due centrali e forse PISACANE, se giocò, giocò terzino. Primo tempo equilibrato, con occasioni da una parte e dall’altra. Ad inizio ripresa fecero subito gol, su un cross su cui fummo poco attenti o poco reattivi, nel recuperare una situazione dopo che la palla aveva colpito la traversa; sicuramente la difesa è rimasta imbambolata. Non posso affermare da un punto di vista tecnico che ci sia stato un errore marchiano, c’è stato l’inserimento di BIANCHI, centrocampista del MODENA, che è saltato indisturbato praticamente sul dischetto del rigore. Io mi sono arrabbiato per l’azione del gol ed in seguito ho fatto presente alla squadra l’errore consistito non tanto il fatto di aver perso l’uomo, ma perché avevo visto poca reattività. Io lavoro molto sotto l’aspetto di prevedere e di cercare di anticipare il ‘pericolo’ ed in quella occasione la squadra non è stata reattiva”.   

 

Vigilia di AVELLINO REGGINA

Questa partita non ha presentato particolari problematiche, IZZO aveva anche recuperato ed ha giocato, bene come sempre. Il direttore sportivo mi aveva raccontato che IZZO veniva da una situazione familiare difficilissima, da un quartiere disagiato. Introverso caratterialmente, in campo la trasformava in forza e  personalità. Si tratta di un giocatore molto tecnico. Mi venne anche raccontato, ora non saprei dire da chi, che suo padre è stato ucciso con un colpo di pistola. 

 

 

 

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