L’analisi – Toscano ha perso la rotta, la bussola del futuro biancoverde nelle mani della società

L’analisi – Toscano ha perso la rotta, la bussola del futuro biancoverde nelle mani della società

La sconfitta di Verona porta a delle conclusioni: l’avversario era più forte ma l’Avellino ha dimostrato di farsi male da solo

Il Verona era un campo proibitivo. Lo sarà per tutte le squadre di serie B ma negare ancora l’evidenza in casa biancoverde significherebbe farsi del male in modo totalmente gratuito. Una prestazione sulla stessa linea di quelle dello scorso anno quando l’Avellino tra disattenzioni, svarioni e vere e proprie papere regala all’avversario il fianco. Il Verona è stato superiore ai biancoverdi in maniera proporzionale ai regali fatti dalla truppa di Toscano.

Non è già più tempo di analizzare le singole partite, forse è il momento di ritrovare la rotta che è chiaramente persa. Un percorso tracciato con decisione da tre anni di contratto. Tre. Linea verde, corsa e voglia di fare. Al diciassette di settembre le convinzioni di un’estate che aveva già dato qualcosa in più di un segnale di perplessità sembrano smarrite. Nessuna vittoria, solo due reti realizzate e ben sei subite che significano ultimo posto in classifica.  Non è stato ancora rilevato un assetto di gioco che porta gli attaccanti a concludere in porta in modo sistematico e la difesa ad essere sostenuta con continuità. Un modulo stravolto a mercato in corso con conseguente accantonamento di diverse pedine. Giocatori fatti scendere in campo quando il loro recupero non era ancora avvenuto per poi portare nel dopo partita come attenuante “l’errore” commesso. Omeonga, Tassi, Bidaoui e Camara sono solo alcuni dei nomi messi in un angolo. Sul banco degli imputati c’è Domenico Toscano che anche al termine di questo match è sembrato più confuso che mai. Il tecnico è ancora alla ricerca di meccanismi, affiatamento e condizione. Sono sue parole, termini usati anche al termine delle partite precedenti. Sembra quasi che il tecnico sia arrivato a campionato in corso e abbia trovato tutto apparecchiato e sta cercando di trovare il bandolo di una matassa ingarbugliata chissà da chi.

Si spera in una partita gloriosa contro la capolista che arriverà al Partenio-Lombardi appena martedì. Una partita che non cambierà lo stato di fatto delle cose perchè una squadra senza certezze non la ritrovi in tre giorni. Potrebbe arrivare un’ottima prestazione, anche una vittoria ma qualcosa dice che sarebbe un caso perchè lo stesso tecnico ha più volte detto in queste settimane che ci vorrà tempo. Quanto? Chi lo sa… la società ha pensato tre anni ma forse anche tre giorni potrebbero bastare. Quelli che mancano per Avellino-Cittadella. Poi sarà tempo di capire se chiedere scusa per un errore fatto oppure continuare in sordina, sperando che il capitano di vascello ritrovi la rotta. Speriamo che a quel punto l’Avellino non sarà troppo in mare aperto dove non bastano neanche le bussole a “salvarti”.

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