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Sidigas: una vittoria che riconsegna serenità. Promossi Goldwire – Achara ed il quintetto base

acharaUna rondine non fa primavera recita un detto antico. Eppure la vittoria contro l’Umana Reyer Venezia ha restituito per una domenica l’entusiasmo e il sorriso per un risultato che risolleva gli animi e ridà fiducia ad un ambiente scosso dalle cinque sconfitte. Che sia stato un turno favorevole per la Scandone lo si è visto nei minuti iniziali quando la Sidigas ha riscaldato la mano da tre punti col trio Lakovic – Cavaliero ed Hayes, punendo una difesa apparsa distratta e lenta nell’andare a chiudere sugli scarichi degli avversari. Ottime percentuali al tiro ed un ritrovato attacco che hanno dato fiducia al gruppo biancoverde che ha scavato in pochi minuti il primo di due allunghi importanti: il primo sul 17-7, il secondo sul 60-48 nella terza frazione. Se bisogna trovare un difetto ad Avellino nella gara disputata domenica sera, lo si può ricercare nella scarsa capacità di saper gestire i vantaggi costruiti nel corso della partita. Un demerito in parte figlio della bravura di Markovski, abile ad ingabbiare con le sue “canoniche” difese a zona le bocche da fuoco irpine e saper ripartire con veloci ripartenze, in parte dovute ad un super Andre Smith, macchina da punti e da rimbalzi, a tratti frutto del non eccellente apporto proveniente dalle seconde linee. Non è di certo passato inosservato un dato: 77 punti derivati dal quintetto base, i restanti dalla panchina. I soli cinque punti dell’ultimo arrivato Leemire Goldwire (tra cui una tripla vitale nell’ultimo periodo) da un lato testimoniano le qualità del cestista ex Jesi (Vitucci si aspetta passi in avanti  nei prossimi impegni), dall’altro pongono l’accento su un problema che la Sidigas si sta trascinando da inizio anno: la discontinuità della panchina. Contro gli orogranata  non c’è stato l’impiego di Biligha (alle prese con problemi fisici) e dei due giovani under Riccio e Morgillo. Poco incisivo capitan Spinelli; tanta volontà ed impegno (seppur senza segnare) per l’altro volto nuovo Achara. Finito ai margini delle rotazioni, invece, Je’Kel Foster. L’ex Cremona è rimasto sul parquet per una spicciolata di minuti, “pagando” anche e soprattutto il buon debutto di Goldwire. Dinanzi a taccuini e microfoni lo stesso coach Vitucci non si è tirato indietro dal manifestare la delusione per un giocatore che avrebbe dovuto dare quelle garanzie e leadership sul perimetro che, al contrario, ha dimostrato di possedere proprio Goldwire. Il nativo di West Palm Beach si è immediatamente calato nella parte assegnatagli dal suo allenatore, rivelandosi un punto di riferimento per i suoi compagni nel finale punto a punto. Chi ha recitato la parte da leone è stato Will Thomas, a detta di molti il miglior acquisto del mercato messo a segno dalla dirigenza di contrada Zoccolari. Punti, presenza sotto canestro e voglia si sbucciarsi i gomiti a rimbalzo hanno contrassegnato la prestazione del centro di passaporto georgiano, il cui 31 finale di valutazione è finito di diritto nella top 5 di giornata. Adesso servirà continuità e la Granarolo Bologna costituirà un difficile banco di prova. Tenendo nascosto nel cassetto il sogno playoff. (Davide Baselice)

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