Avellino-Palermo, tra prestazione e senso di frustrazione
Il commento di Antonio Fusco

Il pareggio dello scorso sabato contro il Palermo ci ha consegnato un Avellino compatto e solido, più bello e meno “pazzo”. Di contro, un Palermo che, consentitemelo, di “corazzata “ ha poco o nulla, rispetto al Venezia ammirato al Partenio-Lombardi nell’ultimo turno casalingo.
Insomma, i biancoverdi si sono mostrati capaci di gran qualità nelle giocate e con un Palumbo che dimostra sempre, ogni volta che è chiamato in causa, di essere un vero top player. Lasciarlo fuori, dunque, ha qualcosa di sacrilego e forse sotto sotto lo sa anche mister Biancolino.
Ora se all’Avellino non si possono fare che i complimenti per una gara che oggettivamente meritava di vincere per la gran prestazione sfoderata, c’è un senso di frustrazione che ha accompagnato la domenica dei tifosi del lupo, trascorsa a rimuginare e rivedere un rigore assegnato al Palermo che è parso alquanto dubbio.
Ancor di più, se si tiene conto che si è sorvolato su un possibile fallo di mano in area di Bani. È anche vero che, l’occasione per cambiare le sorti del match tra rosanero e biancoverdi c’è stata ed è capitata sui piedi di Tutino, che l’ha sprecata malamente. Un Tutino che comunque è apparso ed appare in crescita.
Ci hanno insegnato come la tecnologia nello sport, e da poco nel calcio, fosse un supporto a limitare il più possibile gli errori umani. Ebbene riteniamo che anche sabato sera, il richiamo dell’arbitro al monitor volesse andare in questa direzione: modificare una decisione potenzialmente sbagliata. Così non è stato.
Alla splendida rovesciata di Palumbo, che all’89’ di Avellino-Palermo ha gonfiato la rete per il 2-2 finale, la gioia incontenibile di tutti avrebbe meritato di essere per un risultato pieno raggiunto con merito, ma ormai il Palermo con il suo carico di contrarietà e polemiche è alle spalle, ora testa al Bari, con la gara del San Nicola: mai banale, con un tabù da sfatare. Buon lavoro e viva il lupo sempre.






