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Aiello ospite a Irpinia Tv, il punto: “Le critiche a Nesta, Moruzzi e Sala. I prossimi acquisti…” | Rivivi la diretta

Le parole del direttore sportivo dell'Avellino ad LVS

Il direttore sportivo dell’AvellinoMario Aiello, è stato ospite della trasmissione “Linea Verde Sport” in onda su Irpinia Tv. Il focus è stato sugli affari fatti dal club biancoverde dall’inizio del calciomercato ad oggi. E sulle mosse che il club intenderà fare entro la fine della sessione estiva, anche in virtù della sconfitta in campionato contro l’Arezzo che ha evidenziato alcuni limiti dell’organico.

Aiello parla dell’Avellino: le parole del diesse biancoverde

Queste le sue parole: “Sono contento di essere qui come ospite, soprattutto in un momento difficile”.

Sulle reazioni dei tifosi e sulla gara con l’Arezzo: “I tifosi hanno diritto ad esserci rimasti male. Il tifoso è padrone dell’Avellino e ragiona di cuore e di emozione, avendo delle reazione esasperanti. Quindi serve la massima comprensione da parte di chi opera. Però stiamo parlando di una sconfitta alla prima, dobbiamo esaminarla ma avere equilibrio. Il web spinge molto in negativo, in qualunque senso. Però il nostro operato è questo: un campionato Primavera, una promozione in B, dei Play-Off raggiunti. Ci vuole maturità, non può essere tutto da distruggere. La partita? Ci sono due vie: l’analisi della partita e i discorsi futuri. Con l’Arezzo ci sono state due facce, in entrambi i tempi. Ci hanno messo in difficoltà con manovra e cambi di gioco, difendendo bene però centralmente. Nel secondo tempo ci hanno segnato nel nostro miglior momento, la partita poi l’hanno ricontrollata e hanno segnato alla fine. Abbiamo avuto più occasioni. La gara è andata male, così come potranno andare male altre. Il calcio è così”.

Aiello sui problemi a sinistra con Moruzzi e Sala

Su Moruzzi, in particolare sul lato sinistro difensivo: “Moruzzi? Non si possono fare valutazioni dopo una giornata, solo un mago può conoscere tutte le variabili subito. Non si può essere definitivi, si sbaglia l’approccio al calcio così. I giocatori hanno bisogno di tempo, i giovani. Moruzzi: la scelta nasce dall’affiancare a Sala caratteristiche diverse. Ha buon passo e buona tecnica. A livello nazionale, professionistico, ci sono sulle 100 squadre. Ogni squadra ha 2 terzini. Facciamo 200 terzini, in Nazionale ce ne sono 4: uno di questi, con l’Under 21, è Moruzzi. In questa partita non è stato il migliore, ma sicuramente verrà fuori. Lo abbiamo preso perché ha valore, non si può criticare subito. Non sono minimamente d’accordo. Sui cambi di gioco era un po’ troppo stretto, ma nella sostanza se andiamo a verificare: occasioni non ne sono state create nel primo tempo. C’è il discorso del gol, ma l’errore è stato prima dove è stata fatta rimbalzare la palla a centrocampo e i difensori non hanno chiuso bene”.

E ancora: “Le valutazioni vanno fatte con una certa prudenza. Sono i moduli che devono adattarsi ai giocatori. Bisogna avere pazienza nei giudizi e non essere approssimativi”.

Nuovamente: “Sulla carta, per prenderne uno meglio di Moruzzi devo chiedere al Milan Bartesaghi. Sulla carta, poi deve dimostrarlo in campo. Però ha giocato a Pescara, ad Empoli, in Nazionale. Moruzzi uno dei peggiori dello scorso anno ad Empoli? (non risponde e ride, ndr)”.

Su Sala: “Sì è un po’ fuori fase, ma siamo sicuri possa darci garanzie con il passare del tempo. Ritornando ai fasti del Como, dove faceva il titolare con Fabregas e ha vinto il campionato”.

Su Enrici: “Nesta ha considerazione di ogni caratteristica dei difensori. Siccome l’allenatore ha bisogno di più scelte abbiamo messo in organico Venturi. Enrici backup di Izzo? Non esistono backup, le scelte vengono fatte in funzione degli attaccanti avversari. Izzo è un leader, non è al 100%, ma più gioca più può determinare”.

Aiello su Faticanti, Palumbo e Besaggio: il centrocampo

Sul centrocampo: “Nel progettare la squadra abbiamo voluto come punto di partenza quanto di buono era emerso nella scorsa stagione. E questo punto l’abbiamo condiviso con Nesta, che ha nelle sue idee – anche futuristiche – di giocare con gli esterni alti. Ma osservando la struttura della squadra abbiamo voluto conservare questo centrocampo, che ha alzato il livello della squadra intera. Lo abbiamo pensato insieme. Quindi abbiamo aggiunto alternative: Faticanti, con struttura diversa rispetto a Palmiero; Di Maggio, che ha motore, gamba ed è dinamico, che dà varianti all’allenatore”.

Su Faticanti e la valorizzazione dei calciatori, in particolare Palumbo e Besaggio: “Dopo una giornata è avventato parlare di un giocatore fuori dagli schemi. Faticanti ha giocato nel precampionato, non è una bocciatura. Quando parti da un gruppo confermato per 17 unità, la linea dell’allenatore è giusta se si parte dando fiducia alle gerarchie passata. Senza perdere riferimenti. Ma Faticanti sta dimostrando di poter tranquillamente far parte del nostro sistema di gioco. Non c’è stata una bocciatura, ne possiamo parlare a dicembre, ma non dopo una giornata. Palumbo? Affrontiamo l’argomento su due vesti: a ritroso e sul futuro. L’Avellino ha giocato negli ultimi anni 4312, anche in Primavera, che diventava 4222. Poi in Serie C siamo arrivati e abbiamo giocato 352 prima di passare al 4312. Ma sempre che diventava 4222. Poi Ballardini, dopo Biancolino, sempre la stessa cosa. Quest’anno abbiamo pensato di giocare 4-3-fantasia. Allora il mister ha deciso, prima dell’acquisto dell’esterno, di sfruttare Palumbo in quel ruolo. Poi Palumbo fa fatica in ripiegamento e magari anche sull’esterno in attacco. Però si accentra e gestisce il gioco, è mobile. C’è un discorso di carattere prospettico che si basa sul passaggio ad un centrocampo a 3, è naturale che in questo momento si stanno prendendo le dovute contromisure. Stiamo aspettando di adeguarci anche sul mercato per riuscire a giocare come preferisce Nesta”.

Aiello sull’attacco dell’Avellino: Russo, Biasci, Patierno, Fila, Favilli e il mercato

Sulle decisioni di mercato: “Non è cambiato nulla. Né sul mercato né sulle scelte di campo. Avevamo in mente di agire così dall’inizio. Il mister ha provato alcune cose per creare delle variabili, per verificare se Biasci potesse giocare sottopunta. Cosa che non si è rivelata tale. Quindi con le prestazioni il mister ha pensato a quale fosse il miglior modulo. Ha provato, aveva bisogno delle verifiche sul campo. Poi questa è una squadra camaleontica, abbiamo più soluzioni. Ma non c’è niente di diverso ai fini del mercato. Cerchiamo il giocatore adatto”.

Su Ciervo, obiettivo di mercato: “Ciervo ha caratteristiche diverse dall’alterego di Russo. Ha altre caratteristiche. Poi l’allenatore li mette in condizione. L’anno scorso ha giocato quinto nel 352, a destra. Ma il suo percorso è stato un altro. Ti dà sicuramente l’opportunità di aggiungere qualcosa. Noi vogliamo un giocatore forte. Poi in base alle caratteristiche cercheremo di sfruttarlo al massimo. A noi piace, ma c’è anche la Serie A su di lui”.

Sull’infortunio di Fila: “Fila? Tempi lunghi. Siamo stati sfortunati, aspettiamo l’esito definitivo degli esami. Pensavamo di aver risolto il problema avanti, dando pure fiato a Favilli. Ora dobbiamo essere bravi a far uscire le qualità, delle risorse di campo e societarie. Arriverà un altro attaccante? Dipende molto dalle reali tempistiche. Faremo il punto con la società”.

Sul reinserimento di Patierno: “Patierno? Abbiamo preso delle decisioni, sono quelle. Non è il caso di continuare a parlare di Patierno. A Patierno dobbiamo molto, è stato un grande protagonista nella nostra storia. Ma è stata fatta una scelta di natura tecnica”.

Sui movimenti di calciomercato lì davanti: “La società non mi ha posto paletti. Entra anche nella coscienza di chi opera essere sostenibile. Bisogna soddisfare sia aspetti tecnici che economici. Noi stiamo ancora pagando il peso della Serie C. Patierno abbiamo rinnovato il contratto sì, spalmando l’ingaggio, ma è stato fatto in un momento particolare: avevamo preso Lescano e volevamo mostrargli fiducia. Comunque ci ha fatto vincere il campionato e ci ha fatto raggiungere i Play-Off. Marina? Un investimento che volevamo fare, ma dovevamo liberare i nostri costi e ormai siamo arrivati fino alla fine ed uno scenario del genere diventa difficile. Di Nardo-Artistico? Un discorso che non abbiamo affrontato”.

Su Licina: “Può arrivare se la Juve apre. Potremmo avere un canale preferenziale”.

Avellino è fatta per Missori: la conferma di Aiello

Su Missori: “Ci siamo: è fatta. Abbiamo chiuso con il Sassuolo e con gli agenti del calciatore. Nel calcio finché non si firma c’è sempre il rischio, ma crediamo che tra domani e mercoledì possa arrivare in città”.

Aiello parla di Martinelli-Iannarilli e di minutaggio

Sul dualismo e il minutaggio: “Iannarilli ha la nostra totale stima, ed è stato rinnovato. Poi all’allenatore diamo più opzioni. Ed è l’allenatore a prendere le scelte. Martinelli è un grande portiere, che ha giocato in B ed anche in A. La porta è coperta. Poi sul discorso del gol ci sono più colpe, non soltanto del portiere. Un portiere non potrà mai annullare l’errore. Non gioca titolare per il minutaggio, ci sono più under che possono giocare e non siamo vincolati a Martinelli. Abbiamo preso dei giovani che hanno dei costo d’ingaggio come degli over. Li abbiamo selezionati, prendendo giocatori importanti che alzassero il livello tecnico”.

Gli acquisti mandati in prestito: “Abbiamo voluto anticipare il mercato. Prendendo giocatori di valore e rendendoli di proprietà. Della Rocca? Stiamo definendo la cessione in prestito”.

Aiello difende Nesta dopo la critica di un tifoso

Queste le parole: “Il mister è competente, è un lavoratore ed un grande uomo. Ovvio che debbano esserci delle risposte fattive. Ma parliamo della prima partita stagionale, che non ha preparto nemmeno male. Letture? Ora magari cerca di semplificare le cose per non togliere riferimenti alla squadra. Poi siamo stati sfortunati con Fila, che con l’infortunio ha modificato un po’ il piano d’azione. Ha cercato di fare cambio ruolo su ruolo, aggiungendo dinamismo per aumentare la velocità. Il piano generale è stato scompigliato dall’infortunio di Fila. Ma non ha voluto scompensare con un cambio modulo”.

Il criterio di scelta di Nesta: “Con Ballardini volevamo continuare, ma non è successo. Abbiamo quindi optato per un allenatore che avesse già usato questo modulo e che poi potesse fare un calcio propositivo. Ho parlato con addetti ai lavori che mi hanno dato garanzie sulla professionalità e il confronto con lui è stato illuminante”.


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