Dai contrasti agli intercetti: cosa funziona bene nell’Avellino di Nesta
Cosa emerge dai dati

Se le statistiche offensive mostrano ciò che va migliorato, quelle difensive raccontano invece ciò che già funziona bene nel sistema di Nesta. A dispetto di una fase di possesso ancora da rifinire, quando l’Avellino è costretto a difendere riesce a tirare fuori identità, organizzazione e intensità: numeri che premiano il rendimento di Izzo e compagni ed evidenziano l’impatto del lavoro collettivo.
Dai contrasti agli intercetti: cosa funziona bene nell’Avellino di Nesta
I biancoverdi sono sesti per intercetti a partita (8,0): un dato che misura la capacità di leggere le linee di passaggio e interrompere l’azione avversaria prima che diventi pericolosa. Ancora più significativo il terzo posto nei contrasti ogni 90’ (17,0), indice di una squadra aggressiva, che non concede comfort tecnico agli avversari e che tende a recuperare palla con continuità. Ma il dato più impressionante è il primato nelle spazzate (32,2): segnale di una difesa che sa proteggere l’area, pulire le situazioni sporche e respingere la pressione nei momenti più delicati.
Questi numeri trovano conferma nel rendimento dei singoli. Simic è secondo in Serie B per azioni difensive/90’ (13,6), secondo per blocchi (2,0) e primo per intercetti (4,0). Venturi è secondo per spazzate (9,2), mentre Palmiero, regista ma anche equilibratore, è addirittura primo per contrasti (5,3), a testimonianza di quanto il suo contributo senza palla sia fondamentale.
Oltre ad attestare la solidità dell’Avellino, questi indicatori spiegano anche perché la squadra, pur con limiti in costruzione, riesca a restare competitiva: quando c’è da difendere, il sistema di Nesta risponde. E risponde forte.






