Se l’Olimpia non perde in casa in regolar season da 27 partite (esattamente dal 24 marzo 2013 71-85 contro Montegranaro) un motivo ci sarà. E’ la squadra più costosa d’Italia da ormai 5 anni e dalla scorsa stagione è anche vincente. Scomparsa Siena, la sua organizzazione societaria, il suo potere politico e la sua mentalità vincente, l’Olimpia nel campionato italiano non può avere rivali. Lo scotto lo paga Avellino così come lo pagano tutte le altre squadre del campionato. E fino a quando non cresceranno altri club (come Sassari o Reggio Emilia, le uniche strutturate su progetti chiari, definiti e a lunga scadenza) per un bel po’ di tempo l’EA7 avrà vita facile nella lega italiana. Per vincere al Mediolanum Forum serviva la partita perfetta per intensità e concentrazione cosa che, purtroppo, alla Scandone questa stagione è riuscita soltanto una volta: proprio contro i meneghini nella partita di andata. In un girone intero, però, sono cambiate tante cose. Il 95-78 finale però non è da buttare del tutto. C’è stata la conferma del grandissimo momento di forma di Adrian Banks, di un Anosike positivo per almeno 20 minuti, e di un Gaines che, palesando comunque i consueti limiti tecnici e tattici, sembra ci abbia messo un minimo di voglia in più, oltre ad aver lottato alla pari a rimbalzo contro una frontline di Eurolega. Intendiamoci, a Milano sono bastate un paio di spallate all’inizio dei quarti centrali per vincere agevolmente questa partita, ma la Scandone non ha sfigurato contro una squadra più lunga, più grossa e, soprattutto, con più talento. Il primo quarto della Scandone è di buon livello: sulle ali dell’ottimo Banks di questo periodo e di un reattivo Anosike i lupi allungano sul 7-17 grazie anche ad una buona difesa e ad una gestione attenta in attacco (2 sole perse e il 50% al tiro nel quarto). Il secondo fallo di Hanga fa perdere un minimo di sicurezza ai biancoverdi che comunque riescono a chiudere sul 21-23 la prima frazione, grazie ad un’oculata gestione del ritmo. Nel secondo quarto però iniziano i problemi: 5 palle perse (2 sanguinose e consecutive di Cavaliero) lanciano un terribile 18-2 per Milano che ribalta completamente il match. Il solito Banks prova a fermare l’emorragia e il 48-40 a fine primo tempo per Milano va quasi bene a Vitucci. Il problema è che il terzo quarto inizia sulla falsa riga del secondo: Moss sigla quasi da solo il 9-0 iniziale che porta l’Olimpia al 57-40 e di fatto chiude la partita. I lupi rientrano anche sul meno 8 ma, di fatto, il match non torna mai in bilico. Adesso la classifica non è amica: la Scandone è 11ima, ed è a 2 punti da un gruppo di 5 squadre. Il lato positivo è che tutte quelle davanti devono venire al PalaDelMauro e ci potrebbe essere la possibilità di ribaltare tutte le differenze canestri (tranne quella con Cantù, già affrontata sia all’andata che al ritorno) in un’ottica di classifica avulsa. Discorso prematuro ovviamente ma, dopo le cinque sconfitte consecutive, sembra che si sia reimboccata la strada giusta. E anche la sconfitta di stasera ha dato qualche segnale positivo in merito.
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