Il solo tiro libero iscritto a referto da capitan Daniel Cavaliero è l’esiguo bottino offerto dalla panchina della Sidigas Avellino nella sconfitta contro il Banco di Sardegna Sassari.
Un campanello d’allarme suonato più volte nell’arco del corrente campionato in casa biancoverde, uno dei problemi che attende di trovare la soluzione ad otto giornate dalla fine. Il rebus del rendimento delle seconde linee ritorna (o ritornato che dir si voglia) sotto la lente di ingrandimento. Già ad inizio anni, infatti, Avellino ha trovato nel suo quintetto titolare la propria certezza in termini di produzione offensiva. I vari Trasolini, Cortese, Cadogan, Lechthaler e Cavaliero i più di una circostanza, al momento di essere chiamati in causa hanno risposto al di sotto delle aspettative, obbligando lo stesso coach Vitucci a dover aumentare il minutaggio degli uomini dello starting five, venendosi a creare un vero e proprio squilibrio nel rapporto minuti giocati – punti prodotti. La striscia negativa di risultati che sta accompagnando la squadra irpina da circa tre mesi non ha favorito un ritorno alla serenità da questo punto di vista. Il primo a finire sul banco degli imputati è stato Junior Cadougan, colui che rischia di finire fuori dalle rotazioni con l’arrivo di Marques Green che domenica dovrebbe debuttare nella trasferta di Trento. 7,9 sono i minuti mediamente giocati dal prodotto di Marquette University il cui massimo è di tredici nell’exploit di Pistoia del 21 dicembre scorso e nell’ultima vittoria a Pesaro dell’8 febbraio. Il nativo di Toronto di chance ne ha ricevute ma i suoi score non hanno mai deposto a suo favore, costringendo lo staff tecnico a dover ripiegare in Daniele Cavaliero come sostituto di Sundiata Gaines. L’impegno e la dedizione del triestino sono da elogiare. Si tratta, però, di aspetti che non trovano riscontro negli scout finali. Il capitano biancoverde è l’emblema di questo calvario che vive la panchina settimana dopo settimana, trovandosi a giocare in un ruolo, quello del regista, non più suo o che per lo meno non ricopre più da ormai diverse stagioni. Un caso a parte è quello di Riccardo Cortese la cui discontinuità di utilizzo ne ha fatto un giocatore ai margini delle rotazioni in più di una occasione. Solo tre volte il minutaggio dell’ex Fortitudo Bologna è andato oltre la doppia cifra: nei match casalinghi con Venezia e Varese, preceduto dal viaggio a Bologna. L’ala romagnola era arrivato in Irpinia col compito di dover aprire la scatola dalla linea dei tre punti salvo poi doversi accontentare di scampoli di gara, collezionando al contempo numeri che parlano di 7,2 minuti di effettivo utilizzo col 26,3 % da due punti e il 32,3 % (su trentuno tentavi) dalla lunga distanza. Incostante è l’aggettivo per definire la stagione che stanno vivendo il duo Lechthaler – Trasolini. Il primo ha indossato i panni dello spettatore non pagante in tre evenienze. Il suo momento di gloria l’ha trovato a Desio, sostituendo l’infortunato Anosike e comportandosi all’altezza della situazione nello scontro contro Samardo Samuels. L’ex Pesaro (quasi 15’ giocati) è il più utilizzato insieme a Cavaliero, rispondendo con 3,3 punti a singola allacciata di scarpe. Anche in questo caso la voglia di far bene non manca mai all’ex Pesaro. Serviranno, però, ulteriori energie e maggior fiducia da coach Vitucci. La grande assente.






