Avellino – Pavarese: “L’entusiasmo della piazza non andava distrutto”

Avellino – Pavarese: “L’entusiasmo della piazza non andava distrutto”

Le parole di Luigi Pavarese, ex dirigente dell’Avellino, che parla del momento di difficoltà nello sport avellinese

di Redazione Sport Avellino

Ospite alla trasmissione di Prima Tivvù, l’ex dirigente dell’Avellino Calcio, Gigi Pavarese, ha analizzato la grave situazione in casa Avellino, con le difficoltà nel calcio e nel basket e con la Sidigas sempre più in crisi.

Queste le parole di Pavarese in trasmissione: “Chiaro che quando una società è silenziosa e non si fa sentire per un intero mese, chi ne capisce poteva anche intuire che qualcosa non andasse nel verso giusto. Facile parlare dopo. De Cesare, con l’incontro avuto settimana scorsa con i vertici della Curva Sud Avellino e Mario Dell’Anno in primis ha chiarito le sue intenzioni, facendo capire i problemi della sua azienda. In questo momento credo che per il basket la situazione sia davvero grave e vedo poche soluzioni. Ci sono regole ferree e c’è anche l’impossibilità anche per un nuovo gruppo per saldare le pendenze che il ramo basket ha accumulato in questi anni. Nel calcio la visibilità è completamente diversa in Italia e credo che De Cesare lo abbia capito. Inoltre il calcio, essendo solo da un anno in vita nel gruppo Sidigas, credo non abbia accumulato grosse perdite e possa continuare la sua attività. Il fatto che lo stesso Mauriello stia lavorando, come si legge, per confermare qualche calciatore e programmare la stagione, fa capire come qualcosa si stia muovendo e si stia provando a fare. Chiaramente non ci voleva per una piazza, già mortificata lo scorso anno, che aveva acquistato entusiasmo con la promozione, rivivere nuove situazioni del genere. Il mio augurio è che si possa trovare qualche soluzione, almeno per il calcio. Per il basket, ripeto, la vedo davvero ai titoli di coda”.

“Ad Avellino non è facile fare calcio. La tifoseria è molto ambiziosa, giustamente ed ha ingerenza, ma questo solo perchè ama la propria maglia. Un amore che difficilmente si ritrova da altre piazze. Mario Dell’Anno ha fatto bene, la sua determinazione è la garanzia, un legame che c’è, un voler conservare un legame col passato. Come ds è stato fatto il nome di Di Somma? Sarebbe una grande garanzia per questa società e un simbolo anche per la tifoseria. Ha scritto pagine importanti per questa città e sarebbe la persona giusta anche per riportare entusiasmo alla piazza. Al 6 luglio si può costruire una squadra ambiziosa? Il mercato chiude il 2 settembre, ma nel caso dovesse arrivare una proprietà forte c’è tutto il tempo, nel caso, di poter allestire una rosa di tutto rispetto”. 

“Qualche imprenditore serio che può intervenire per salvare le società? In questa provincia il tempo delle vacche grasse della politica, legati poi ad imprenditori, è finito. Per il basket chiaramente la perdita della Scandone sarà un colpo duro per la città. Va detto che però anche quell’ambiente ormai si era imborghesito. Lo zoccolo duro del tifo, della gente che conosceva le regole, era di 400, 500 persone. Il fatto che De Cesare avesse fatto lavorare Alberani, facendo clamorosamente ufficializzare 4-5 acquisti, vuol dire che il ds era allo scuro di tutto. E De Cesare, bloccando il calcio, credo, che abbia voluto dare una traccia e fare in modo che, partendo in ritardo, si potesse comunque lavorare”. 

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