Il Sandro Abate ora è un caso politico: cosa c’è dietro al PalaDelMauro?

L’ostinatezza con cui Festa e Giacobbe continuano a non prendere in considerazione l’utilizzo della struttura è un fatto senza precedenti: c’entra probabilmente il prossimo bando di gestione?

di Redazione Sport Avellino

“L’opposizione comincia ad insorgere. I consiglieri di opposizione Santoro e Cipriano si dicono pronti ad alzare barricate. Interrogazioni in consiglio comunale ed in commissione. Per interrogare il sindaco e la sua giunta sull’ostinazione convinta al non utilizzo del PalaDelMauro alla Società Sportiva Sandro Abate, squadra di serie A di futsal nazionale, recente vincitore anche della Coppa Italia di Serie A2. La società, come si ricorda, milita nel massimo campionato di categoria nazionale (alla pari dell’AcquaeSapone per intenderci o Italservice Pesaro o Rieti o ancora Came Dosson ed Eboli ndr).
Non è un campionato qualunque, non è uno sport amatoriale, ma un campionato che Sky e Rai trasmettono in diretta.
Perchè Festa e Giacobbe continuano ad opporsi e non convocare ufficialmente un tavolo tecnico?
Cosa c’è dietro il DelMauro? C’entra, forse, la questione dei bandi che si sono susseguiti in forma “deserta” nel corso degli ultimi anni senza nessuna assegnazione e nessuna partecipazione per la gestione?
C’è qualcuno veramente interessato, alla gestione della struttura, che potrebbe aver imposto per ora dei divieti di utilizzo ad altre società?
Sono domande, interrogativi che ci poniamo. Questioni politiche quasi irrisolte.
Il Sandro Abate non ha mai giocato ad Avellino perchè fino a quando il regolamento lo permetteva, nei termini di capienza e strutture, ha sempre esiliato nei comuni limitrofi. Pratola Serra come struttura per allenamenti e gare fino alla A2, Montefusco per altri allenamenti e saltuariamente addirittura al PalaConi.
Ma in Serie A il regolamento è stringente. In termini di dimensioni del parquet da gioco, in termini di capienza minima, di utilizzo spogliatoi, ingressi, parcheggi per i tifosi locali ed ospiti. Insomma. La Serie A, giustamente è Serie A. E la Divisione on fa sconti nè deroghe. O giochi in una struttura regolamentare o sei fuori. O rinunci alla Serie A o trovi alternative.
Ed ecco la decisione, nella passata stagione, di esiliare a Cercola che al termine di una lunga decisione dirigenziale, vinse al fotofinish con Pellezzano, altro palazzetto in provincia di Salerno, che con l’amministrazione e il gestore, fece una corte spietata alla società di Mercogliano.
Il problema è che Avellino resta un nodo non solo politico ma anche sportivo da sciogliere. E il DelMauro innanzitutto.
Il Comune, senza bando, è in grado di coprire le spese di ordinaria amministrazione e manutenzione? Già lo scorso anno, lo ricorderete, ci furono seri problemi di infiltrazione al soffitto che portò alla mancata disputa di alcune gare. E poi una riflessione. La Scandone, che lo utilizza, disputa gare e campionati quasi dilettantistici. Che dopo il “crollo” Sidigas hanno portato anche ad una mancata partecipazione dei tifosi. Le gare interne sono seguite da pochissimi irriducibili (probabilmente non si è arrivati nemmeno ad un centinaio di presenze a gara).
Perchè non riposizionare quindi il DelMauro al centro del villaggio sportivo della città, con la possibilità di permettere agli avellinesi ed irpini, di assistere e innamorarsi anche della Sandro Abate?
A Cercola, nella stagione appena interrotta, si è assistito a gare importanti contro Eboli, Pesaro o AcquaeSapone, con almeno 700 presenze sugli spalti.
E si giocava in trasferta. A 60 km (di andata ndr) da Avellino.
E altra riflessione. Il Sandro Abate non si iscrive per partecipare… Lo scorso anno aveva tre nazionali, chiuso il girone di andata al terzo posto, in piena zona scudetto a fine febbraio e qualificata alle Final Eight di Coppa.
Fosse stata una realtà estemporanea, probabilmente il sindaco e il fido Giacobbe, avrebbero anche avuto ragione a non voler apportare lievi modifiche al DelMauro per i capricci di “insensati” della sua proprietà (Gruppo Abate ndr) e dei suoi dirigenti.
Ma il Sandro Abate è realtà. E ha notevole peso in Divisione e notevole forza nelle strategie comunicative e manageriali.
Al Gruppo Abate sono legati i più forti imprenditori della provincia.
Quindi la domanda è: perchè si continua a vietare il DelMauro?
La risposta che ha fornito il sindaco (“E’ la casa del basket ndr”) non regge. Perchè oggi il basket avellinese è rilegato nella categorie inferiori e non ha seguito.
Questo Festa e Giacobbe se lo devono mettere in testa.
Si attenderà l’emanazione del nuovo bando per capire. Per comprenderne il senso della gestione. Perchè un Comune non può permettersi di tenere una struttura del genere in autogestione con costi altissimi.
La nostra è una battaglia per la città, per la provincia e per gli sportivi. Un sindaco deve decidere per il bene comune. Non può prendere decisioni perchè nella sua testa ha una idea di concetto sportivo di assegnazione delle strutture agli sport vari. Perchè il DelMauro, gestito bene, può essere una miniera per le tante attività sportive presenti in città. Riservare un PalaSport ad un solo sport è da censura. E se non si cambia mentalità Avellino resterà come tutte le altre città. Miope e maledettamente brutta.
Allora sorrida come sempre sindaco Festa. E ci dica la verità. Apra la mente e ammetta di aver sbagliato. Tornare sui propri passi è da uomini. Anche ammettere gli errori. E non faccia come Campo Genova. Prima decide di metterci il Mercato Settimanale e poi annuncia la Cittadella SMILE.
Sindaco, col cuore, faccia pace con se stesso e cominci a lavorare per il bene della gente che le ha fatto realizzare il suo “sogno da bambino”.
Anche noi abbiamo un sogno. Vedere Avellino rifiorire. Magari anche dallo sport.
Perchè preferiamo partire dal basso. Da terra terra come si dice dalle nostre parti. Una squadra di Serie A, orgoglio di una città e di una provincia, non può andare a giocare a Napoli.
Questa sarà la sua sconfitta. La sua e dell’assessore allo sport Giacobbe che viene pagato dai cittadini avellinesi, come lei, per fare gli interessi della città e trovare soluzioni imminenti ai problemi.
Non soluzioni futuristiche con “progetti” megalomani che se si realizzeranno tra decenni.
Avellino ha bisogno di fatti ora. Perchè le chiacchiere stanno a zero. E i problemi da risolvere a mille. Purtroppo”.

La redazione di SportAvellino.it

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