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Titoli di coda biancoverdi: la società pronta alla rivoluzione

La ferita già era aperta e la sconfitta di oggi contro il Monterosi è un pugno di sale che brucia. Tocca rimarginare, ricucire e cicatrizzare subito per non gettare alle ortiche tanti proclami e progetti già a sette giornate dall’inizio della stagione. Per farlo ci vuole un colpo di spugna e far capire che la volontà è chiara: cambiare rotta.

In questi casi paga l’allenatore. Scelte, grinta e volontà di sacrifici sono a carico di chi prepara la gara e poi mette in campo gli uomini. Titoli di coda dunque per mister Braglia. Le parole del tecnico al termine del match contro il Monterosi sanno di resa. Il tecnico appare distante, spiega la sconfitta quasi da commentatore esterno addossando indirettamente colpe a un ambiente e a uomini che ora descrive quasi come estranei.

Nell’ambiente c’è un nome che serpeggia e che potrebbe dare il giusto apporto motivazionale e tecnico: Serse Cosmi. 

Ma la rivoluzione non finirebbe qui. La seconda testa a cadere per la disfatta e per seguire la linea della rivoluzione potrebbe essere quella del direttore Di Somma. La società ha portato tra le proprie fila l’uomo giusto appena qualche giorno fa: si tratta di Ferdinando De Napoli, che insieme a Cosmi, sarebbe il secondo nome della rivoluzione di D’Agostino.

Scelte difficile e sanguinose come la ferita aperta in questo inizio di stagione che mettono la famiglia D’Agostino di fronte al difficile del calcio per la prima volta da quando sono alla dirigenza. Dopo tanti annunci ora si vedrà l’altra faccia di una moneta di una società che dovrà decidere come comportarsi quando il mare è agitato, quando vanno fatte scelte che peseranno nel futuro e che la piazza peserà in maniera tangibile. La notte porterà consiglio o forse lavoro per un gruppo dirigenziale che nei giorni a venire, con scelte o conferme, dovrà suturare una ferita divenuta in poche settimane, lacerante.

 

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