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Ballardini: “Servono semplicità, velocità e profondità. La Juve Stabia non è in difficoltà”

Le parole dell'allenatore alla vigilia del derby

Cresce l’attesa in vista del derby tra Juve Stabia e Avellino. Domani i lupi ospiteranno al Partenio-Lombardi la squadra di Abate. Il match, valido per la 27esima giornata di Serie B, avrà fischio d’inizio alle 19:30. A scandire l’attesa, è stato il tecnico biancoverde Davide Ballardini.

Ballardini: “Ambiente? C’è un sapore diverso”

Davide Ballardini ha presentato la sfida di domani contro la Juve Stabia: “Mi sembra che i ragazzi stiano bene, è stata una settimana trascorsa bene. Le sensazioni sono queste, vedere dei ragazzi che stanno bene e si allenano bene. Credo siano pronti per la partita”. Sul lavoro che sta attuando: “A Reggio Emilia, dopo i primi 15 minuti, abbiamo tenuto meglio il campo. All’inizio le maglie erano larghe e andavamo in difficoltà: è un aspetto da migliorare. La Reggiana non ci ha concesso contropiedi, mentre noi abbiamo lasciato loro tre o quattro situazioni pericolose. Dobbiamo pensare sempre quando abbiamo la palla, dare soluzioni al portatore e, soprattutto, essere pronti a riordinarci quando la perdiamo. La settimana è stata dedicata a questo, e lo sarà sempre. In costruzione vogliamo ordine e pericolosità: le tre parole sono semplicità, velocità e profondità. Se non crei vantaggi in un settore, devi essere rapido a cambiare lato, dove magari l’avversario è più scoperto. In fase difensiva, se puoi sei aggressivo subito, altrimenti rientri dietro la linea della palla. Tutti. Ci stiamo allenando su questo. La Juve Stabia lavora insieme da 2-3 anni e ha valori consolidati; noi, con il tempo, proveremo a dare una chiara identità al nostro gioco”.

Sul modulo: “C’è una disposizione di base, poi i giocatori si muovono. Un centrocampista può andare a occupare uno spazio diverso in fase offensiva per creare soluzioni di gioco. Non dobbiamo complicarci. Le cose devono essere il più semplici e chiare possibile, così piano piano metti forza, idee precise e riesci a trasmettere tutto anche ai compagni”. Sull’ambiente: “Ho avuto la fortuna di allenare squadre del centro-sud. C’è un sapore diverso nel vivere il quotidiano. Ci sono tanti aspetti meravigliosi, ma anche una grande responsabilità, perché percepisci attaccamento, attenzione, amore e affetto. E questo ti porta a sentire il dovere di dare molto a persone che tengono davvero alla propria squadra”.

Sull’attacco e le soluzioni con Biasci: “Sta facendo una stagione molto buona. È vero che va sostenuto, ma come tutti gli attaccanti. Per sostenere intendo servirli bene, accompagnarli, dare soluzioni di gioco, attaccare la porta con giocatori che partono da fuori o dal centro, così loro hanno più libertà e non si ritrovano da soli contro i difensori. Biasci può giocare sia da primo che da secondo attaccante, l’ha già dimostrato quest’anno. Con la Reggiana abbiamo creato poco, anche perché loro non ci hanno concesso quasi nulla. Noi dobbiamo essere più bravi a servire gli attaccanti e ad accompagnarli con più uomini. Come dicevo, semplicità, velocità e profondità ti rendono imprevedibile. A Reggio siamo stati lenti nella costruzione e abbiamo dato tempo agli avversari di sistemarsi. Dobbiamo essere più veloci e bravi ad attaccare lo spazio che ci viene lasciato”.

L’allenatore: “Ecco quando torna Izzo”

Ballardini, poi, si è soffermato sugli individui. Su Kumi: “Ha qualità importanti. È forte, ha gamba. Nelle esercitazioni lo mettiamo nel doppio ruolo: è mezzala, ma ha caratteristiche che, se serve, gli permettono di fare anche il quinto a destra. Izzo? Dovremmo riaverlo a disposizione per la gara interna con il Padova, questo è quanto emerge parlando con i medici”. Su Le Borgne e Palumbo come sottopunta: “Palumbo lo ha già fatto, anche contro la Reggiana. Le Borgne lo sto conoscendo: mi sembra un ragazzo interessante. Con quella gamba può ricoprire più ruoli e ha qualità nel giocare la palla. Molto interessante. Pandolfi? Ieri ha avuto un piccolo problema e farà degli accertamenti. È fisico, intelligente e attacca bene lo spazio. Un giocatore sicuramente utile per noi”. Infine, su Tutino: “Ho avuto la fortuna di allenare tanti attaccanti importanti, e lui lo è. Ha grande voglia di far bene, lo vedo nell’atteggiamento e in allenamento. Per sbloccarsi basta un attimo”.

Sulla Juve Stabia: “Hanno perso le ultime due gare, ma sono nei playoff. Sono due anni che sono lì e la Serie B è tremenda. Se ti confermi vuol dire che hai lavorato bene, che sei bravo e che hai programmato con criterio. Non sono certamente in difficoltà”. Sulle palle inattive contro la Reggiana: “Abbiamo ragazzi, come Palumbo e Sounas, che calciano gli angoli molto bene. Chi batte i piazzati può fare meglio e chi attacca la porta deve essere più cattivo, più chiaro nel prendere posizione e nei movimenti che servono a creare problemi agli avversari. La Juve Stabia, sulle palle inattive, è tra le squadre più forti del campionato”.

Sulla possibilità del trequartista dietro le punte: “Non dipende da quanti giocatori offensivi schieri. Sei pericoloso quando comandi il gioco, hai movimenti chiari, attacchi la porta con più uomini e allo stesso tempo non ti scopri. Questo significa avere il controllo della partita”. Sull’appannamento difensivo: “In alcuni reparti, per eccesso di generosità, si pensa meno. Vai, ma devi sapere come e dove muoverti: se a sinistra spinge un mio compagno e anche il centrale esce, dall’altro lato devono esserci coperture, altrimenti concedi spazi. Non è questione di difensori, centrocampisti o attaccanti: è questione di squadra e di movimenti”. Sui limiti della squadra: “Per ora vedo tanti pregi: generosità e serietà. Ora dobbiamo trasformare questa generosità e questa serietà in sostanza”.


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