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Ballardini: “Dobbiamo andare più forte, serve più intensità. Padova? Squadra molto organizzata”

Le dichiarazioni del tecnico biancoverde alla viglia del match

29esima giornata di Serie BKT 2025/26. Domani, sabato 7 marzo, l’Avellino affronta il Padova al “Partenio-Lombardi” (ore 15). I biancoverdi, reduci dalla sconfitta sul campo del Venezia, vanno a caccia del primo successo sotto la gestione di Ballardini. La vittoria manca ormai da sei giornate e conquistare i tre punti sarebbe fondamentale per allontanare una zona retrocessione che si è fatta sempre più vicina nelle ultime settimane. Situazione diversa in casa Padova: la formazione guidata da Andreotti arriva alla sfida in fiducia dopo tre risultati utili consecutivi e con l’obiettivo di raccogliere punti preziosi per rientrare nella corsa all’ottavo posto, l’ultimo valido per l’accesso ai playoff.

Alla vigilia della sfida del “Partenio-Lombardi”, a presentare il match è stato il tecnico biancoverde Davide Ballardini.

Ballardini: “Vogliamo essere più aggressivi”

Come ha lavorato la squadra: “In settimana abbiamo lavorato su entrambe le fasi, difensiva e offensiva, cercando di mantenere la squadra compatta. Sono le solite cose che si preparano durante gli allenamenti. Il Venezia, in casa, ha raccolto undici vittorie e due sconfitte ed è una squadra costruita per andare in Serie A. Noi abbiamo analizzato i primi 40 minuti della partita e non mi sono piaciuti: siamo stati ordinati, è vero, e i lagunari hanno creato poco o nulla, ma vogliamo interpretare le gare in un altro modo. Possiamo anche subire il Venezia, ma solo dopo che gli avversari se lo sono guadagnato. Invece siamo stati troppo passivi. Non vogliamo essere così: vogliamo essere più aggressivi, creare problemi agli avversari ed entrare maggiormente dentro la partita con qualità e determinazione. Ne abbiamo parlato e non vogliamo più essere quella squadra lì: vogliamo essere più proattivi”.

Cosa sta bloccando la squadra in questo momento: “Nelle altre due gare siamo stati ordinati, ma è mancata in parte la personalità. Dobbiamo giocare di più, farci vedere, portare più uomini ad attaccare la porta avversaria ed essere più spensierati, ma nel modo giusto. Non significa sbilanciarsi e perdere compattezza: l’obiettivo è portare cinque o sei giocatori a creare difficoltà agli avversari mantenendo comunque l’equilibrio della squadra. Siamo stati un po’ troppo timidi, bravi nel coprire il campo, ma una volta riconquistato il pallone dobbiamo andare più forte, attaccare gli spazi e portare più giocatori verso la porta avversaria. Serve più voglia e più determinazione nell’andare ad attaccare la squadra avversaria. L’abbiamo fatto, ma non così spesso e dobbiamo migliorare sotto questo aspetto. Credo che questa squadra abbia le caratteristiche per far bene sotto questo aspetto. Servono testa e cuore, poi le gambe van da sole“.

Sul modulo: “Durante la settimana non proviamo soltanto la difesa a tre, abbiamo lavorato anche sulla linea a quattro, con il trequartista e i due attaccanti. Dobbiamo adattarci alle caratteristiche dei nostri giocatori: la squadra può giocare sia a quattro sia a tre, ma il sistema deve valorizzare le qualità dell’organico. Abbiamo mezzali, seconde punte e giocatori che possono agire sulla trequarti. Ci siamo allenati per essere pronti a interpretare entrambe le soluzioni. L’obiettivo resta sempre lo stesso, ovvero essere una squadra compatta e aggressiva. Questo è il nostro lavoro quotidiano. La Serie B, del resto, non concede un attimo di serenità: o lotti per i playoff, a meno che tu non sia una squadra costruita per i vertici, oppure devi guardarti le spalle, perché tutte le squadre cercano di risalire”.

L’allenatore: “Attaccanti? Ecco cosa serve”

Su Izzo: “Si è allenato con la squadra. Oggi avremo l’ultimo allenamento e valuteremo come sta. Per quanto riguarda Tutino, è stato un intervento scomposto nella gara contro il Venezia. Abbiamo parlato con Gennaro e lui è molto dispiaciuto, perché tiene tanto a dare una mano alla squadra, ed è una cosa bella da parte sua. A Gennaro ho detto che deve fare ciò che sa fare meglio, sfruttando le sue caratteristiche. Contro il Venezia, nei primi 35 minuti, si è impegnato molto come tutti, ma è un tipo di atteggiamento che mi piace poco: se alla fine si perde, deve essere perché ce la siamo giocata fino in fondo, non in quel modo”.

Sul Padova: “È una squadra molto ben allenata e organizzata. Le sue fortune le ha costruite soprattutto sulla compattezza. Sono molto bravi nelle ripartenze veloci e nel verticalizzare il gioco. Hanno grande organizzazione e grande attenzione nell’occupazione degli spazi, difendono bene il campo e sono molto chiari e diretti quando hanno il pallone. Con queste caratteristiche stanno disputando un ottimo campionato”. Cosa salva della gara contro il Venezia: “C’è stata grande serietà dei ragazzi anche dopo l’espulsione e i primi due gol subiti. Non abbiamo sbragato, se devo sottolineare un aspetto è quello dell’impegno fino alla fine preso in modo molto serio”.

Su Palmiero: “Oggi si allena per la prima volta con la squadra”. Sui gol subiti da fuori area: “Il problema è che non accorciamo abbastanza sul portatore di palla. Dobbiamo condizionarlo di più. Poi può anche saltarti o trovare il gran gol, come nel caso del quarto gol del Venezia. Dagasso ha fatto una grande giocata, così come Busio. Se per noi è difficile giocare, deve esserlo anche per gli avversari quando affrontano noi”. Come vanno aiutati gli attaccanti: “Vanno aiutati dando loro più palloni giocabili. È chiaro che devono essere bravi a smarcarsi e a dettare le giocate, ma è altrettanto vero che da dietro dobbiamo essere più bravi a sostenerli. Non è un discorso individuale o di reparto, è una questione che riguarda tutta la squadra”.

Su Spadoni: “Si allena spesso con noi, è un ragazzo interessante. Nella nostra rosa abbiamo primi e secondi attaccanti che stanno facendo bene. Vero che ha qualità, ma è altrettanto vero che al momento ci sono giocatori che mi sembrano più pronti”. Infine, sul centrocampo: “Per caratteristiche abbiamo centrocampisti che preferiscono tenere la palla, penso a Palmiero, Besaggio, Sounas, Palumbo. Non abbiamo l’interdittore “cattivo” che strappa il pallone agli avversari, quindi dobbiamo arrivarci con la posizione e con la testa, anticipando le giocate degli avversari per intercettare la palla, oppure mettendoli in difficoltà e limitandone il raggio d’azione. Kumi ha quella gamba che può portare via il pallone agli avversari, mentre con gli altri dobbiamo arrivarci soprattutto con l’intelligenza tattica e con il posizionamento. Una squadra cattiva? Non abbiamo giocatori con quella veemenza o quell’irruenza che magari altre squadre possiedono, ma abbiamo caratteristiche diverse”.


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