Brindisi primo match point per le Final Eight (di Alfredo Bartoli)

L’intenso Natale sul parquet continua per tutto la serie A di Basket che, a distanza di 72 ore da Santo Stefano, si ritrova sul parquet per la terzultima giornata del girone di andata. Dopo due trasferte consecutive, la Scandone ritrova un PalaDelMauro che si aspetta grondante di entusiasmo, sia per le ultime prestazioni di Cavaliero e compagni, sia per i prezzi popolari voluti da una società che le sta provando davvero tutte per (ri)accendere la passione attorno ai biancoverdi. Contro Brindisi sarà un’altra partita di cartello: li dice la classifica (i pugliesi sono una delle cinque squadre che in questo momento sono davanti ai lupi in classifica) e il momento fantastico che stanno vivendo le due squadre.
Esattamente 368 giorni fa, sullo stesso parquet, si affrontarono le stesse squadre, in una partita decisiva per le sorti di entrambe, decisa da una magia di mano sinistra di capitan Cavaliero sulla sirena. Domani, per alcuni versi, si gioca una partita simile, quantomeno per l’importanza della posta in palio. Se infatti per l’Enel il discorso Final Eight è già chiuso, la Scandone si gioca il primo di tre match point per chiudere definitivamente il discorso e tornare a partecipare alla seconda manifestazione nazionale dopo due anni di assenza.
L’impegno è difficile, perché l’Enel ha dimostrato, fino ad ora, di essere squadra solida e società attrezzata per competere ad altissimi livelli. Squadra solida perché, oltre ad un ottimo campionato, sta disputando un’altrettanto ottima Eurochallange (prima esperienza europea della sua storia) con tutto il bagaglio di esperienza ed entusiasmo che porta in dote. Società attrezzata perché ha saputo aggiustare (e migliorare) rapidamente una squadra che, per scelte sbagliate e molta sfortuna, all’inizio aveva tutta un’altra fisionomia. Dopo sei giornate di alti e bassi, l’arrivo di Jacob Pullen e del cavallo di ritorno Cedric Simmons, aveva dato a Bucchi quella dote di talento che, probabilmente, mancava all’inizio. E anche il terribile infortunio patito dall’ex Olympiacos alla nona giornata (fuori per il resto della stagione) non ha scalfito la tremenda forza mentale della squadra di Bucchi che, da allora, non ha più sbagliato un colpo. E’una squadra piena zeppa di americani (ben 7), con un quintetto di altissimo livello ed una panchina produttiva ma abbastanza ondivaga nelle prestazioni.
A Pullen sono state affidate le chiavi della cabina di regia fin dall’esordio: in 6 partite ha già 15 punti di media con quasi 4 assist in 27 minuti di utilizzo. L’arrivo dell’ex Biella e Bologna ha permesso a Marcus Denmon di giocare stabilmente da guardia, cosa che lui preferisce viste le indubbie doti di attaccante (15.3 punti di media con oltre 13 tiri a partita). In ala piccola l’ex Pesaro Elston Turner soffre un po’ la stazza in difesa, ma resta un ottimo giocatore di sistema che contribuisce con oltre 10 punti di media, mentre Delroy James, al secondo anno in casacca biancoblu, resta uno dei numeri “4” più versatili del campionato, capace di fare male in tanti modi (11.2 punti con oltre il 50% da 2) e ottimo difensore (9.2 rimbalzi, 1.7 recuperi e 1.2 stoppate). Il centro titolare, dopo aver smaltito alcuni problemi fisici ad inizio stagione, è James Mays che produce quasi 14 di media con il 63% da 2 e più di 7 rimbalzi di media. Dalla panchina, il primo ad alzarsi di solito è Demonte Harper (che nei piani iniziali doveva partire in quintetto), ala da 6.3 punti e 2.8 rimbalzi in quasi 19 minuti di utilizzo, mentre Bulleri e Zerini sono i soldati con missioni in particolare difensive (10 minuti di utilizzo per il play, 17 per il lungo). Infine, a sostituire Simmons, è arrivato l’ex Nba Michael Eric, 208 cm di atletismo e forza alla sua terza partita in campionato.
Al di là delle tre vittorie consecutive (già capitato in questa stagione tra la terza e la quinta giornata) è il momento di condizione (e convinzione) che sta vivendo tutta la squadra guidata da Vitucci a far ben sperare per il futuro prossimo. Brindisi è un banco di prova interessante e, soprattutto, performante visto l’indubbio valore della squadra costruita dall’ex (mai amato) Alessandro Giuliani. Bisogna essere tosti, mentalmente e fisicamente, per 40 minuti e approcciare alla gara nello stesso modo fatto con Milano, nonostante sia la terza partita in 8 giorni. Un ultimo sforzo per mettere in tasca il primo obiettivo stagionale con due turni di anticipo e chiudere in bellezza il 2014.

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