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Ed ora la palla passa a Green… (di Alfredo Bartoli)

In una stagione di paradossi come questa, l’ultima partita della Scandone “Avanti Green”, ovviamente, non poteva che risultare la migliore da un paio di mesi a questa parte. I biancoverdi perdono la loro decima partita delle ultime undici giocate, ma almeno si é rivisto un minimo di voglia e di intensità, cose che non si vedevano dallo sfortunatissimo quarto di finale di Coppa Italia di Desio contro Milano. Il 70-83 finale in favore di Sassari è bugiardo nella proporzione del punteggio, ma non nella sostanza: i sardi in questo momento non sono alla portata di questa Avellino per momento della stagione, profondità di squadra e morale del gruppo. Però Avellino non è dispiaciuta, riuscendo in alcuni momenti a giocare anche una pallacanestro di energia e di volontà ma a corrente alternata, come sempre le é capitato in questa stagione.

Mancanza di leader, incapacità di affrontare le prime difficoltà, e le solita percentuale bassa da oltre l’arco (anche oggi il 30%) sono riemerse, puntualmente, anche questa sera. Basterà Marques Green a cambiare le cose? Il playmaker di Philadelphia è stato preso per questo (con almeno mezzo girone di ritardo) e questa sera, da spettatore, non ci avrà messo molto a capire cosa manca davvero a questo gruppo. In quella che potrebbe essere la sua ultima apparizione in canotta biancoverde, Gaines ha di nuovo “bucato” totalmente la partita su entrambi i lati del campo: 2 assist, 3 palle perse e 2/10 dal campo sono numeri terribili che dimostrano come il playmaker di New York non sia riuscito a dare niente alla causa. Le due partita di Pistoia e Caserta sono state, probabilmente, fuorvianti per tutto l’ambiente che sperava di aver trovato, finalmente la sua guida. Niente di tutto questo visto che, dopo il derby dell’andata, la Scandone é entrata in questo tunnel di cui ancora non si vede la fine.

Da domenica prossima a Trento il volante passerà nella mani di Green che ha tutte le capacità (tecniche e non) e l’esperienza per condurre coach Vitucci e tutta l’ambiente Scandone verso la luce. Sara difficile, ma al play di Philadelphia le cose facili, nel basket come nella vita, non sono mai piaciute. E stasera, con la sua sola presenza in “abiti civili” già ha fatto un qualcosa che, fino ad ora, questa stagione non era mai successo: ha fatto risuonare all’interno del PalaDelMauro un applauso lungo e spontaneo, quasi di riconoscenza. Un bel biglietto da visita che, conoscendolo, non avrà fatto altro che motivarlo ancora di più per quella che si preannuncia una delle imprese più difficili della sua carriera. E non ci riferiamo al raggiungimento dei play off, ma alla possibilità di ricompattare un ambiente sempre più desolato e isolato, incapace di reagire agli eventi che lo stanno portando alla completa e totale distruzione.


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