Focus Renate: ecco la scheda del primo avversario dei lupi

Tutte le curiosità sulla formazione di Diana

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Dopo i test contro Fiuggi e Cavese, per l’Avellino arriva il momento del primo impegno ufficiale della stagione. A battezzare i biancoverdi di mister Braglia, nel primo turno eliminatorio di Tim Cup, sarà il Renate, formazione lombarda inserita nel girone A di Serie C.

La guida tecnica

Dopo la salvezza del 2018-2019, con subentro in corsa, ed il terzo posto della scorsa annata (eliminazione poi ai playoff per mano del Novara), Aimo Stefano Diana comincia la sua terza stagione alla guida della formazione nerazzurra. Dopo una buonissima carriera da calciatore, impreziosita anche da 13 presenze ed 1 gol (contro la Costa d’Avorio nel 2005) con la maglia della Nazionale, Diana si sta facendo apprezzare anche nelle vesti di tecnico. Il suo Renate si è distinto per organizzazione (poche reti subite), mostrando buone trame di gioco ed affermandosi come una delle più belle sorprese dell’ultima Serie C.

Casa dolce casa

Uno dei punti di forza nell’ottimo campionato degli uomini di Diana è stato sicuramente il rendimento interno. Nelle 14 partite disputate sono arrivati 27 punti a fronte di 7 vittorie, 6 pareggi ed 1 sola sconfitta (nell’ultima gara disputata prima dello stop contro la Pergolettese). 20 gol fatti e 8 subiti (miglior difesa del girone al pari dell’Albinoleffe). Un punto di forza che però non è bastato nella lotteria playoff al cospetto di un Novara arrivato all’appuntamento più tonico e rodato dopo lo stravolgimento totale dettato dall’emergenza Covid.

Tattica ed opzioni offensive

A livello tattico il 3-5-2 dello scorso torneo si trasformerà in un 3-4-1-2, dando spazio al fratello d’arte Giuseppe Giovinco (arrivato in questa sessione di mercato) alle spalle delle punte. Un’arma tattica in più per una squadra che nella scorsa stagione ha esaltato il senso del gol del bomber Francesco Galuppini (11 reti in campionato per lui) e l’imprevedibilità sull’out destro del campo di Davide Guglielmotti (6 reti più 1 nei playoff). Le maggiori risorse (più del 50% del fatturato totale) a disposizione di una squadra che nel suo percorso ha saputo capitalizzare al meglio la sua non certo esaltante (35 gol in 28 gare, media di 1,25) produzione offensiva.

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