Futsal – C’è una squadra che sogna la Serie A: #sosteniamola

Ci sono realtà sportive che meriterebbero maggiore considerazione. Da parte della stampa e perché no, anche da parte di giornalisti sportivi. LA Sandro Abate sta costruendo un miracolo. Corre verso la serie A, verso il professionismo. Impegno, sacrificio, investimenti economici mirati. E al di là del problema delle carenze sportive (Avellino non ha un palasport che possa ospitare le gare interne della Sandro Abate), a Pratola Serra si è costruita una cittadella dello sport. Un palazzetto adattato alle esigenze del sogno. E le presenze ci sono. La Sandro Abate fa rumore. Isolata dalla stampa locale (tranne qualche eccezione) per colpa del suo proprietario. Massimo Abate è imprenditore a capo di diverse aziende irpine ma è anche l’editore con la moglie Paola Rossi di Piuenne, tv a carattere regionale, per audience la seconda in Campania (dati Auditel certificati). Eppure nonostante i record su record (13 vittorie su 14 in campionato) e il primo posto in classifica in condominio con il Marigliano, il silenzio resta. Colpa di un provincialismo becero che sta affondando l’Irpinia, terra, una volta, di appartenenza e forza unica. E allora, ci proviamo noi, a supportare questa formazione incredibile fatta di calcettisti di fama internazionale. Con il vostro calore, proveremo a spingere la Sandro Abate in serie A. A due mesi dalla fine del torneo, c’è la supersfida in testa col Marigliano che durerà fino alla fine del torneo. Da regolamento la prima accede direttamente in A2. L’altra dovrà accontentarsi dei play-off. A pari punti e con il match di andata vinto, gli avellinesi potranno giocarsi lo scontro diretto in casa del Marigliano con tranquillità e con due risultati su tre a disposizione. Prima di quel match, bisognerà sempre vincere. Senza soluzione di continuità. Ora c’è la pausa campionato. Si tornerà tra quindici giorni e poco meno in campo. In un derby contro il Lausodmini. Un’altra sfida verità. Un’altra partita da vincere nel silenzio di una informazione sportiva invidiosa e di basso profilo. Una squadra che va in Serie A non ha padroni. E’ del popolo, della provincia, della gente. In un’altra provincia questa squadra sarebbe stata osannata. Qui no. Purtroppo no. Ma è la normalità.

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