L’ex Michelutti: «Penalizzati dagli infortuni. Attenzione all’orgoglio di Avellino »

Tre sconfitte ed un solo successo nell’ultimo mese. È complesso, soprattutto dal punto di vista fisico, il periodo che sta attraversando l’Enel Brindisi, avversaria sabato pomeriggio della Sidigas Avellino nell’anticipo della 27° giornata. Infortuni, allenamenti a ranghi ridotti ma la voglia di continuare a stupire l’Italia della palla a spicchi è l’auspicio della compagine pugliese, così come conferma uno dei due ex del prossimo incontro, l’assistant coach Daniele Michelutti, in Irpinia nella stagione 2009-2010:

Nell’ultima gara è arrivata una sconfitta a Montegranaro. Cosa è mancato alla sua squadra?

«Gli infortuni come nel caso di Bulleri, Formenti e Dyson e gli allenamenti non al completo ci stanno penalizzando e non poco nelle ultime settimane, già a partire dalle Final Eight di Coppa Italia. A Montegranaro, c’è da dire, abbiamo affrontato una squadra che giocava col coltello fra i denti per ottenere due punti in chiave salvezza. Purtroppo siamo stati penalizzati nel terzo quarto dall’infortunio a Jerome (Dyson ndr) nel terzo quarto quando eravamo sul +7. La Sutor è stata brava a riavvicinarsi sul – 1. Se noi avessimo gestito meglio i dieci punti di vantaggio sul finire della terza frazione, Montegranaro avrebbe affrontato con uno spirito diverso l’ultimo periodo».

Tre ko ed una sola vittoria nell’ultimo mese.

«Siamo una squadra  normale e non fatta da fenomeni. Nel momento in cui vengono meno alcuni giocatori o ci alleniamo non a ranghi completi, si fa dura per noi  lavorare sulle alchimie di squadra o provare i giochi in attacco e difesa».

Si parla di un possibile nuovo innesto nel vostro roster?

«Sicuramente siamo alla ricerca di un innesto di mercato. Non so se arriverà nelle prossime ore o l’altra settimana. Non è facile scegliere in un mercato come questo perché i nomi sono pochi e soprattutto perché chi deve sostituire Jackson dovrà essere un elemento funzionale al nostro sistema di gioco. Chi arriverà, prenderà il posto di Bulleri che in questo momento ci sta mancando molto».

Quest’anno Brindisi ha avuto maggiore continuità rispetto al girone di ritorno della passata stagione?

«Rispetto all’anno scorso , il gruppo è maggiormente assortito, i ragazzi stanno bene assieme e hanno dimostrato nei momenti di difficoltà di essere di voler sempre reagire e no voler fare brutte figure. È un passo in avanti da parte della società che vuole rimanere in serie A».

Sabato arriverà una Sidigas che al PalaPentassuglia ha raccolto sempre buoni risultati.

«Speriamo di no almeno sabato (ridendo ndr).  Al di là  di questo, Avellino rimane una squadra che dal punto di vista del talento e della fisicità ed esperienza rimane da alta classifica. Venderà cara la pelle. Ha quattro finali da giocarsi per entrare nei playoff. Speriamo non trovino il giusto ritmo  perché, in caso contrario, diventano una mina vagante di qui sino al termine del campionato».

Quale sarà il vostro piano partita?

«La Scandone è una squadra diversa rispetto alla gara d’andata. Ha inserito giocatori nuovi come Foster, Achara e Goldiwre che vogliono dimostrare di essere all’altezza della situazione. Ci toccherà trovare le giuste contromisure  alla fisicità e all’atletismo di Ivanov e Thomas sotto le plance e limitare i pick and roll sia di Lakovic sia di Cavaliero che Goldwire».

Che ricordo ha della sua esperienza trascorsa ad Avellino?

«Ricordo l’affetto della gente, il muro della curva, gli Original Fans per quanta forza ed energia danno alla squadra nei momenti positivi e di difficoltà. Avellino è una città splendida. Nell’anno vissuto lì  disputammo una stagione importante. Peccato soltanto per l’ultima  gara di campionato a Cremona. In caso di vittoria saremmo entrati nei playoff.  Resta, però, la semifinale di Coppa Italia giocata dinanzi al nostro pubblico. E va bene così».

Davide Baselice

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