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L’ex Zorzi: “Scandone serve la forza del gruppo, non divisioni”

E’ stata una ripresa degli allenamenti di certo non facile per la Sidigas Avellino che si prepara alle prossime due trasferte di Pesaro e Milano prima della sosta del campionato per la partecipazione alle Final Eight di Desio dove reincontrerà la compagine meneghina Campione d’Italia. L’attenzione di Banks e compagni è focalizzata sull’impegno dell’Adriatic Arena, impianto in cui i  biancoverdi sono chiamati ad una vittoria che manca da più di un mese, dal derby vinto con largo punteggio in quel di Caserta. Una vita fa verrebbe da dire ed invece, in meno di un mese, la situazione è diametralmente cambiata al punto che la Scandone è uscita dalla zona playoff. Un obiettivo non sbandierato ai quattro venti ma nelle intenzioni dello staff tecnico e della società dopo la negativa stagione passata. La storia, a distanza, di quasi dodici mesi, sembra ripetersi ma la pazienza nei confronti della squadra e del coach Vitucci che sembra essersi esaurita. Chi crede in un cambio di rotta a cominciare dal test in terra marchigiana è una persona che conosce bene il tecnico triestino: Tonino Zorzi.  Il Paròn ha vissuto tre stagioni in Irpinia durante le quali ha avuto modo di conoscere bene la piazza, condividere forti emozioni (come la vittoria della Coppa Italia nel 2008) ma anche momenti complessi quali le difficoltà economiche che sancirono il suo anno da assistente allenatore proprio di Vitucci: “Le difficoltà fanno parte di chi compie questo lavoro. Ricordo la mia ultima stagione quando economicamente la situazione non era ottimale, con Ercolino che ci aveva dato sempre il massimo mentre in quel frangente era impossibilitato a farlo. Siamo riusciti a tirare il meglio da ognuno di noi, a compattarsi quando tutto sembrava perso, riuscendo a centrare un importante quarto posto che tutti ancora ricordiamo”.  Nella sua Gorizia Zorzi trova il tempo per seguire le vicende della palla a spicchi, tra cui quelle della Scandone i cui problemi, a suo dire, nascono: “Da una preparazione cominciata tardi che ti condiziona tutto il resto della stagione dovendo compiere grandi sforzi per metterti al passo con gli altri. Le coincidenze negative sono un altro aspetto che non ha deposto a favore dei biancoverdi. Venezia, gara a cui ho assistito di persona, aveva la necessità di dover invertire il trend delle precedenti gare casalinghe mentre. C’è stata poi la gara con Cantù che è stata affrontata nel suo migliore momento, lasciandosi alle spalle le sconfitte di inizio anno sia in campionato che in Eurocup. Consiglio di prendere esempio proprio da Cantù il cui entusiasmo le ha consentito di rimettersi in carreggiata. In queste situazioni bisogna aiutarsi, venirsi incontro e fare gruppo tra tutti coloro che rappresentano il nome Scandone”. Parole che mal si combinano con lo striscione esposto domenica contro Vitucci. Per l’allenatore entrato a far parte della Hall of Fame della pallacanestro nostrana, è errato dato già per compromesso il torneo in corso di svolgimento: “Anche quando vincemmo la Coppa Italia vi furono difficoltà all’inizio ma, credendo in noi stessi, siamo riusciti a capovolgere il tutto, toccando l’apice con la Final Eight di Bologna. Se torniamo indietro con la memoria, il mio primo anno lì da voi non fu dei più semplici ma con l’aiuto della gente, riuscimmo a tirarci fuori”. Il suggerimento che Zorzi rivolge a Vitucci “è di lavorare tranquillo sebbene le critiche facciano parte di un mestiere come questo”. Gettando uno sguardo al campionato, secondo l’esperto tecnico goriziano “Milano è un passo avanti rispetto alle altre ma non sta centrando il suo vero obiettivo ossia l’Europa. Sono contento per il cammino di Venezia e per il lavoro che sta svolgendo. Spero di poter dire lo stesso di Avellino tra qualche settimana”.


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