In principio era il “caffè sospeso”. Con 80 centesimi, massimo un euro, si poteva e si può lasciare un caffè pagato in anticipo per i meno abbienti. Ma la tradizione, nata a Napoli, si è evoluta a 40 chilometri di distanza. Con il lupo nel cuore, la tradizione si è evoluta. Nei costi e nella passione. Dal “caffè sospeso” all’”abbonamento sospeso”. L’abbonamento è per la squadra del cuore. Inutile aggiungere, l’Avellino. Il costo è di 120 euro prima, 140 ora. Sono più di una quindicina gli “abbonamenti sospesi” lasciati nelle mani del coordinatore Franco Iannuzzi. Che da buon padre di famiglia ha fatto da chioccia, individuando e raccogliendo le istanze di chi, con il lupo i fondo al cuor, non poteva permettersi di pagare né biglietto né carnet di tagliandi per vedere la propria squadra del cuore. Ed ecco la trovata. Che ha raccolto tantissimi consensi. Molti piccoli imprenditori ed altri tifosi hanno voluto regalare un abbonamento a chi non poteva permetterselo. Una geniale trovata che conferma, ancora una volta, che Avellino ha voglia di grande calcio. E che on vuole smettere di sognare. Mai.
Un appunto ed una considerazione. Non indicheremo mai i beneficiari della buona azione, ma chi l’ha fatta si. E siamo a disposizione per rendere pubblici i nomi di coloro che hanno voluto regalare il sogno. La redazione è a vostra completa disposizione.






