SERIE B

Analisi di Avellino-Palermo. Rosanero troppo forti o colpa delle assenze in casa biancoverde?

 

Il Palermo è stato superiore. In tutti gli aspetti. Fase difensiva, fase offensiva e possesso palla. Dietro i rosanero non hanno concesso nulla. Ogni passaggio o lancio per Soncin, Biancolino e Galabinov era preda dei difensori. Non c’erano varchi e spazi per giocare palla a terra. Le punte biancoverdi son rimaste isolate per larghi tratti del match. Rastelli ha quindi provato ad affidarsi ai tanto cari lanci lunghi. Ha tolto anche il “piccolo” Soncin per far posto all’altra torre, Biancolino, ma niente. Vuoi per l’imprecisione dei lanci (e degli inguardabili crossi di Pape Dia), vuoi per la bravura dei centrali siciliani, i due centravanti irpini hanno avuto pochi palloni giocabili. Onore e merito al Palermo che ha saputo interpretare bene la partita giocandola senza il minimo errore o sbavatura.

Ora però iniziamo le supposizioni. E’ risaputo che con i “se” e con i “ma” non si vincono le partite. Ma un’analisi in tal senso non è da escludere a priori. Perché il problema principale li davanti è stato il troppo isolamento delle punte, lasciate troppo sole al loro destino contro una corazzata impenetrabile. Ma se c’era Castaldo? E’ risaputo che la miglior dote dell’attaccante napoletano è quella di saper difendere palla. Un calciatore come lui avrebbe permesso ai lupi di ricucire lo strappo tra i reparti e di fare più possesso palla. Tanti palloni giocabili sarebbero arrivati a Galabinov e agli altri attaccanti irpini, con la squadra irpina più alta come baricentro, nel tentativo di chiudere il Palermo a difesa della propria area.

E’ stata una partita molto simile a quella pareggiata con il Varese. Nel primo tempo gli ospiti aggredirono l’Avellino e ne presero le misure. Nella seconda frazione il calo e la reazione irpina. Con il Palermo è stato così. Primo tempo uguale. Ed anche i primi dieci minuti della ripresa identici. Perché i biancoverdi con orgoglio e ritrovata convinzione han messo a dura prova la fortezza dei rosanero. Ma stavolta niente di concreto. La fortezza ha retto. Mancava uno come Castaldo li davanti. La sua assenza in questo 11 pesa con un macigno. Recuperarlo prima possibile sarà fondamentale per mantenere alti gli standard di rendimento della manovra offensiva.

Passiamo invece ad analizzare la difesa. Dietro le cose sono andate leggermente meglio. Perché i tre centrali e gli esterni di centrocampo hanno costantemente lottato contro i possenti attaccanti siciliani. Ma così come in difesa, il Palermo ha dominato sulle palle alte. Innumerevoli i tentativi di testa per riuscire a segnare. Meglio palla a terra, dove Izzo e Pisacane tengono a freno Lafferty e Dybala. In questo caso il pensiero vola alle assenze di Fabbro e Peccarisi. La loro assenza si è sentita molto. In proporzione, più di Castaldo per l’attacco. Il Palermo ha spadroneggiato nel gioco aereo. Cosa che non sarebbe riuscita a fare così facilmente con uno dei due in campo. Rastelli per non cambiare identità alla squadra, ha dovuto arretrare Bittante sulla linea a 3 di difesa. Il ragazzo è stato in balia degli avversari per quasi tutto il match, andando in difficoltà quando c’erano da contenere le avanzate rosanero.

Tutta una serie di eventi concatenanti che hanno influito sull’andamento della gara. Peccato non aver affrontato il Palermo al massimo delle forze e degli uomini. Sarebbe stata un’altra partita, con un altro risultato.

FONTE: Il Corriere dell’Irpinia

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