Avellino superlativo. Novara annichilito. Due a uno il finale.

Buona la prima per i lupi. Anzi. Buonissima. Perché di fronte c’era un avversario che lotterà fino alla fine del torneo per la promozione diretta in serie A. Il Novara però ha dovuto alzare bandiera bianca contro quegli 11 leoni tanto invocati dalla Curva Sud prima e durante la partita. Già. La Curva Sud. Uno spettacolo unico tra cori assordanti e durature sciarpate. Un intero stadio che ha collaborato alla realizzazione della magica serata appena trascorsa. E la squadra non è stata da meno. Una prestazione convincente. Un gioco che grazie soprattutto alle geometrie di Togni è stato efficace e anche bello da vedere. Gli esterni hanno fornito una spinta incessante per tutti i 90 minuti con Zappacosta e Bittante indemoniati. La difesa ha limitato i forti attaccanti piemontesi costringendoli spesso a tiri da fuori. Galabinov ha dominato il gioco aereo ed è stato decisivo nei due goal. Infine Castaldo è stato una costante spina nel fianco, così come Soncin nel secondo tempo. Novara pericoloso solo con le giocate dei singoli e solo sul finire delle due frazioni di gioco.

Il match si gioca dinanzi a quasi 10mila persone. Cielo sereno e clima fresco. Manto erboso sempre in condizioni pessime. Dirige il signor Ciampi. Il primo tempo parte con la coreografia della Curva Sud. Una maxi sciarpata che toglie quasi l’attenzione dal terreno di gioco. Dopo 5 minuti è Castaldo a rendersi pericoloso, ma il colpo di testa è debole. Al 13esimo Galabinov tenta la giocata. Aggancio in palleggio, girata e tiro di prima intenzione. Conclusione debole e sporca che si spegne a lato. Due minuti dopo lancio per Castaldo, ma il suo tiro è troppo debole per impensierire davvero Kosicky. Al 18esimo nuova discesa di Zappacosta che crossa al centro, ma nessuno ci arriva. L’Avellino è padrone del campo e gioca bene per tutta la prima mezz’ora. Ma il Novara esce dal letargo nell’ultimo quarto d’ora. Al 28esimo Pisacane rischia l’autogol in mischia, evitando così guai peggiori. Minuto 36. Novara vicinissimo al vantaggio. Rigoni serve un cross perfetto sulla testa di Perticone. Seculin è attento e compie una prodezza, smanacciando in angolo. Al 39esimo è Castaldo a cambiar volto alla partita. Spizzata di Galabinov, incomprensione tra i difensori del Novara, Castaldo ne approfitta e si invola tutto solo verso la porta. Kosicky (anche ammonito sull’azione del rigore) è in leggero ritardo in uscita e travolge il centravanti irpino. Penalty sacrosanto. Dal dischetto lo stesso Castaldo non fallisce. Partenio che impazzisce di gioia. Uno a zero. C’è tempo per l’ultimo brivido. Togni perde palla nella metà campo irpina (subendo forse un fallo). La difesa irpina è presa alla sprovvista e Comi tutto solo davanti a Seculin manda alto sopra la traversa. Dopo due minuti di recupero l’arbitro decreta la fine del primo tempo. Vantaggio biancoverde meritato.

Ripresa che si apre nel migliore dei modi. Alla prima azione l’Avellino raddoppia. Galabinov porta palla e serve il propositivo Zappacosta all’altezza del vertice dell’area destra. Il numero 2 biancoverde alza la testa e guarda la porta. Straordinario tiro in diagonale che si infila precisamente nell’angolino alla destra del portiere. Due a zero al Partenio. In festa i quasi 10mila del Partenio. All’ottavo minuto esce Togni. Al suo posto D’Angelo. L’Avellino è nel suo miglior momento. Il Novara è alle corde. Al 57esimo Castaldo punta un uomo, lo supera, si ritrova a tu per tu con Kosicky, ma scivola al momento della conclusione, che risulta debole. Al minuto 61 cambio per il Novara. Esce Rigoni, entra Pivkoski. Un minuto dopo occasione clamorosa per i piemontesi. Gonzalez tutto solo alza di testa sopra la traversa. Due minuti dopo Salviato prova il gran goal da centrocampo, trovando solo l’esterno della rete. Al 65esimo Arini perde palla a centrocampo. Contropiede Novara. Gonzalez è egoista e non serve i propri compagni. Il suo tiro è centrale e facile per Seculin. Poco dopo Aglietti toglie Comi e inserisce Josipovic. Novara che spinge tanto, ma si espone anche ai contropiedi dell’Avellino. Rastelli lo capisce e inserisce Soncin al posto di uno stremato Castaldo. Ci riprova Salviato. Alto. Ultimo cambio Novara. Esce Buzzegoli, entra Faragò. L’Avellino torna pericoloso con una conclusione di Soncin non trattenuta da Kosicky, ma non c’è nessuno sulla ribattuta. Minuto 88. Gonzalez prova il tiro a giro da fuori area, di pochissimo fuori. Ora è un assedio Novara. Fabbro perde palla, Gonzalez non ci pensa due volte e prova dai 40 metri. Il suo tiro è di poco alto. A 8 minuti dal termine Avellino vicino al 3-0. Schiavon effettua un tiro rasoterra che si infrange sul palo. Quando mancano solo 4 minuti il Novara riapre la gara. Un’uscita a vuoto di Seculin permette al neo entrato Faragò di segnare di testa. Sarà il solito finale di sofferenza. Ultimo cambio per l’Avellino. Ciccio Millesi rileva un applauditissimo Zappacosta. Ciampi concede 5 minuti di recupero. L’unico brivido arriva su una girata di Josipovic. Ma Seculin blocca a terra. L’arbitro emette il triplice fischio. Due a uno il finale.

L’Avellino conquista tre punti preziosissimi. Pubblico ripagato da una grande partita. Morale di tifosi e squadra alle stelle. Ora si andrà a Latina. I lupi potrebbero prenderci gusto a vincere ancora per restare un’altra giornata in vetta alla classifica.

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