Inaugura oggi, su SportAvellino.it una nuova rubrica. “La voce dei tifosi”. I protagonisti sarete voi che amate questa maglia e questi colori incondizionatamente dal risultato. Ad aprire la rubrica è un tifoso che macina chilometri a gogo. Gianni Mollichella Coscia di Montemarano. Lui faceva parte dei quaranta che hanno seguito l’Avellino in trasferta a Trapani il 24 dicembre insieme alla propria famiglia.
Ciao Gianni, dunque come è iniziata questa passione per l’Avellino?
“La mia è una passione trasmessa da mio padre da prima che l’Avellino salisse in serie A poi è proseguita per tutta la durata della permanenza in A e oltre. Successivamente per motivi strettamente personali avevo abbandonato ma restando sempre e comunque legato a lei. Con la nascita di mio figlio(unico maschio di 5 figli) ho notato che lui con i suoi amichetti tifavano per squadre di categoria superiore e siccome sono molto attaccato alla mia terra per le tradizioni, la cultura, i prodotti ed il calcio ovviamente ho ripreso l’attaccamento che avevo tralasciato affinché anche mio figlio e i suoi coetanei capissero che nel calcio si segue la squadra della propria terra aldilà della categoria. Ed oggi non conoscendo vie di mezzo insieme a lui la seguo ovunque”.
Che partita ricordi con piacere?
“Ovviamente Juventus-Avellino in Coppa Italia per l’emozione che mi ha dato, poi c’è ne sono tantissime anzi direi tutte soprattutto quelle in trasferta perché aldilà del risultato, aldilà del sacrificio non solo economico resta impresso in me il ricordo per le singole trasferte di giornate trascorse con un gruppo di amici che stimo tantissimo e con cui mi trovo benissimo, è oramai una famiglia parallela alla mia”.
Parlando di trasferte, quale è stata la più dura?
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