SERIE B

Lupi incantevoli a metà. Latina meglio nella ripresa.

Due partite in una. Un tempo ciascuno per Latina ed Avellino. Nel primo lupi sugli scudi. Una vera e propria supremazia territoriale. Le magliette verdi sembravano indossate da delle belve pronte a sbranare la preda. I famelici 11 leoni. Secondo tempo invece a favore del Latina, che ha sfoderato l’orgoglio, approfittando di un fisiologico calo dell’Avellino dopo i primi 45 minuti di fuoco. Biancoverdi sempre pericolosi nella prima frazione di gioco, sia palla a terra che nel gioco aereo. Certo, mancava il panzer Galabinov, ma Castaldo ha mandato in tilt la difesa per lunghi tratti. La fortuna dell’Avellino è stato però il centrocampo. E qui Rastelli ha sorpreso tutti. Ancora una volta. Escluso Togni dalla formazione titolare, dentro D’Angelo. Per due motivi. Il primo era la condizione fisica non perfetta del brasiliano. Il secondo per scelta tecnica, perché, secondo Rastelli, serviva più corsa e grinta in mezzo al campo, piuttosto che tecnica. E l’allenatore dei lupi ha avuto ragione. Il centrocampo è stato insormontabile e ha dato una mano alla difesa risultando determinante nei delicati equilibri della squadra. Ma non solo fase difensiva. Arini e Schiavon sono stati completi sabato sera. Fiato da vendere, inserimenti continui e anche conclusioni da fuori. Prosegue anche il momento magico di Zappacosta, sicuramente galvanizzato dalla convocazione in under21. Una traversa e alcune discese paurose sulla destra. L’impressione è che sia già di un’altra categoria. Izzo, Fabbro e Pisacane una sicurezza. Il goal di Fabbro è il giusto premio per la solidità offerta dall’intero reparto arretrato. Unica nota stonata Soncin. Spaesato, sempre chiuso, mai pericoloso. Un passo indietro per l’ex Ascoli, dopo le ultime convincenti prestazioni.

Nel secondo tempo, come già detto, altra partita. Il Latina è rientrato in campo con un altro spirito. I ruoli si sono invertiti e i laziali hanno preso il controllo della gara, pareggiando con Negro dopo un quarto d’ora di gioco. Fondamentale l’innesto di Jonathas, che ha dato nuova linfa ai padroni di casa. La diga formata da Arini, D’Angelo e Schiavon ha iniziato a far acqua. La difesa, seppur ancor solida, non offriva più la totale sicurezza del primo tempo. Castaldo veniva controllato tranquillamente dalla difesa pontina. Galabinov non era incisivo come nelle ultime uscite. Gli esterni dovevano contenere le offensive del Latina, rinunciando alla fase offensiva. Neanche l’esperienza di Millesi è servita a dar ordine al centrocampo irpino. Il Latina non ha più perso il controllo della partita, ma i lupi hanno resistito soffrendo. Un pareggio giusto alla fine. Un tempo ciascuno. E la consapevolezza di essere sulla strada giusta.

 

FONTE: IL CORRIERE DI GIANNI FESTA

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