Sarri: “Avellino, non avrei voluto incontrarlo ora”

Negli occhi di tutti appare sgorbutico. Uno che vive di calcio. Che di Avellino ricorda in un mese il ritiro il calore dei tifosi. In tremila al ritiro non è cosa da poco. Poi ricorda anche la gestione Pugliese. “Una pagina brutta – aggiunge – E per questo andai via”. Ora torna da ex, da molto ex. E ci arriva per vincere.
Sarri, cosa ricorda di Avellino?
“Un’esperienza non positiva. Mi piaceva il calore che c’era attorno alla squadra. Ritiro con 3-4mila tifosi sugli spalti non ne ho mai visti. Ma con la società, con quella società è stata un’ esperienza bruttissima, non c’erano punti di contatto con la società. Decisi di lasciare una settimana prima dell’inizio del campionato. I fatti mi diedero ragione. L’Avellino è rinato con questa società e con obiettivi diversi.
Che partita sarà?
“Una partita difficile, è una squadra di grande aggressività e grande impatto fisico. Specie in casa se riescono a mettere la partita su certi piani agonistici sarà difficile perché noi non abbiamo armi per controbattere alla loro fisicità non ne abbiamo. Quindi dobbiamo reggere l’impatto usare le nostre armi, muovere la palla con grande velocità, metterli in mezzo, evitare che ci mordano le caviglie e ripartire veloci. Se saremo bravi a fare questo li riusciremo a mettere in seria difficoltà. Spero che la squadra riesca a recepire questo messaggio perché per molti minuti potremo essere in diffico9ltà. Loro giocano a sprazzi, hanno momenti in cui attaccano in tantissimi giocatori ed altri in cui si difendono tutti dietro la palla e ripartono velocemente. Non penso che riusciranno a tenere il ritmo alto per tutti i 90 minuti. Li ho visti giocare: alternano fasi di alto gioco a fasi di alta difesa. Non è facile affrontarli. Da un punto di vista fisico possiamo pagare qualcosa. Dobbiamo mettere palla a terra e con grande velocità fisica e mentale. Con questi se fai due tocchi o tre tocchi sei raddoppiato se non triplicato”.
Il pari contro il Siena grida ancora vendetta?
“Abbiamo giocato bene e fatti tanti errori. Abbiamo sprecato molto da un punto di vista fisico e nervoso. Non ne ho parlato coi ragazzi perché volevo concentrarmi subito con Avellino. Ne abbiamo parlato pochissimo con la squadra però abbiamo preso la responsabilità che qualcosa abbiamo sbagliato. Non abbiamo vinto, dovevamo prenderne altri due. Moro ha ancora un po’ di dolore, il problema è l’allenamento. Non si allena con continuità da due settimane, ci potrebbero essere altri problemi fisici. In questo momento lo terremo a casa per allenarsi. Poi deciderò solo alla fine”.
Signorelli, alternativa a Moro?
“Mario Rui deve fare ancora un percorso lungo, ha giocato cinque minuti contro Siena perché gli aveva chiesto altre situazioni di gioco. Ha una grande conclusione da fuori, contro Siena è stata una gara a parte. Signorelli può essere una ipotesi percorribile. Ma deciderò solo alla fine se proprio Moro non dovesse farcela”.
Pratali è disponibile?
“Non penso che sia un problema di tenuta. Lui ha bisogno di mettere minuti nelle gambe, ha bisogno di ritrovare la sensazione della partita”
Lanciano primo in classifica, una novità assoluta in serie B.
“La sensazione che avessero fatto una bella squadra ce l’avevo. Buona base dell’anno scorso, hanno inserito calciatori importanti. Stanno lavorando bene ma è ancora presto dopo 7 giornate per dare i primi bilanci e pensare a chi può andare in A o i play-off. Questo è un campionato strano. Io ho visto anche le partite dell’Avellino. E non ditemi niente ma se le analizziamo a Lanciano non doveva perdere e contro Varese e Pescara meritava i tre punti. Ecco, probabilmente, oggi, l’Avellino sarebbe a pari punti con noi. E se ci batte va meritatamente al terzo posto ed avrà di sicuro ancora rimpianti”.
L’Avellino ha un allenatore giovane come Rastelli, può andare lontano?
“Era un grande attaccante. Un giovane bravo che con il lavoro sta dimostrando di costruire una immagine a sua somiglianza. Esempi come i suoi fanno bene al calcio. Ha dato mentalità alla squadra, l’ha costruita a sua immagine e somiglianza. Avrei voluto giocare con chiunque in questo momento ma non contro l’Avellino. Perché è una squadra che ha ritrovato il sorriso grazie al calore di quella gente. Che io porterò nel cuore. Sempre. Perché ha dimostrato di vivere per il calcio. Sono contento per loro”

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