Avellino, Aiello parla a 360°: «Nesta si sposa bene con le nostre idee. Faremo 6‑7 acquisti. Su Palumbo e sul ritiro…»
Così il diesse dei lupi a Prima Tivvù

Ospite di uno speciale in diretta su PrimaTivvù, il direttore sportivo dell’Avellino Mario Aiello ha affrontato a tutto campo i temi della stagione appena conclusa, della scelta del nuovo allenatore e delle strategie di mercato, offrendo un quadro estremamente dettagliato del presente e del futuro biancoverde.
Aiello ha iniziato dal bilancio dell’annata: «L’ottavo posto è stato il premio per un’annata che ci ha permesso di conoscere la categoria. Il nostro rendimento è stato altalenante, come immaginavamo, ma poi sono venuti fuori i valori e siamo riusciti sia a raggiungere l’obiettivo principale che la posizione playoff. È stata un’esperienza positiva, anche se si è trattato di una sola partita. Ora siamo pronti a ripartire per consolidarci sempre di più».
Il diesse ha poi ricostruito la scelta che portò a Davide Ballardini: «Tutto è nato dopo la scelta di cambiare la guida tecnica. Nel vaglio dei nomi avevamo diverse opzioni interessanti e abbiamo portato avanti dei discorsi, ma quando è nata l’opportunità di prendere Ballardini ci siamo subito messi all’opera. In quel momento era per noi la soluzione giusta al momento giusto e i fatti ci hanno dato ragione».
Sul rapporto con l’ex tecnico: «Ballardini ha vissuto l’esperienza ad Avellino con la massima intensità e il massimo coinvolgimento. Quando prendi un allenatore di questo spessore, però, puoi immaginare che nel momento in cui si rilancia ambisce a tornare nella categoria di appartenenza. Non è stato del tutto inaspettato, ma era un’ipotesi che avevamo considerato. Ci ha lasciato tanto, siamo sicuri di aver dato anche noi a lui tante cose positive e resta il ricordo di un bel periodo vissuto insieme».
Rispondendo alle critiche, Aiello ha difeso il proprio operato: «Chi fa il mio mestiere sa di essere soggetto all’opinione pubblica. Anche nei momenti positivi non si può mettere d’accordo tutti, è importante mantenere l’equilibrio e portare avanti ciò in cui si crede. Se guardo al mio triennio, tra vittoria nel campionato Primavera, promozione in B e raggiungimento dei playoff, non posso che valutarlo in maniera positiva». E sul mercato di gennaio: «All’epoca giocavamo con un modulo diverso, cercavamo un centrale e un esterno sinistro, quindi Izzo e Sala, due acquisti che secondo noi hanno dato tanto».
Il passaggio più atteso è stato quello su Alessandro Nesta: «Abbiamo valutato alcuni profili che potevano essere adatti al nostro progetto. Ad un certo punto abbiamo scelto all’unanimità di puntare su Nesta. Verrà ad Avellino la prossima settimana per formalizzare tutto. È un allenatore che ha sempre avuto equilibrio e voglia di fare un calcio propositivo, cosa che si sposa bene con la nostra idea».
Sul modulo: «Il mister ritiene opportuno partire come base con il 4‑3, fermo restando che i numeri lasciano il tempo che trovano. In avanti si può ragionare sull’1‑2 o sul 2‑1. Cercheremo di inserire qualche calciatore duttile che gli consenta di avere delle varianti».
E ancora: «Il mister vanta un buon percorso da allenatore in B. Ha voglia di rientrare e ci ha fatto trapelare tutta la sua voglia che, unitamente alla sua umiltà e agli aspetti tecnici, ci hanno spinto a sceglierlo».
Sul mercato, Aiello ha tracciato una linea precisa: «Vogliamo portare avanti la linea della continuità, che può avere un valore enorme per continuare a fare bene. A parte chi rientra dai prestiti, le cui uscite verranno gestite, se parliamo della rosa abbiamo già 17‑18 giocatori. Pensiamo di fare in entrata 6‑7 ingressi, mentre in uscita 1‑2 operazioni. Rispetto al primo anno, in questo secondo pensiamo di fare meno movimenti».
Sui singoli: «Palumbo non è considerato in uscita. È confermatissimo, ma è normale che essendoci un po’ di interesse dobbiamo considerare l’ipotesi di valutare eventuali offerte». Su Giovanni Daffara: «Abbiamo l’idea di riscattarlo per poi vedere cosa deciderà di fare la Juventus». Su Filippo Missori: «Dobbiamo capire le intenzioni del Sassuolo: se dovesse tornare in B, pensiamo di avere molte chance di tenerlo».
Sulla costruzione della rosa: «In difesa dobbiamo prendere un terzino destro se non riusciamo a tenere Missori, vedremo a sinistra. In mezzo abbiamo 4 centrocampisti, quindi dobbiamo fare sicuramente 2 interventi per completare le coppie. Davanti dobbiamo alzare l’asticella perché il reparto non ha prodotto tanti risultati: tra trequarti e punta inseriremo almeno un paio di elementi». E un principio guida: «La qualità è la prima cosa che guardiamo».
Aiello ha parlato anche di giovani e minutaggio, di Crespi e del tema rinnovi: «Tra i vari obiettivi che ci eravamo posti, oltre al risultato sportivo, c’era anche quello legato al minutaggio. Siamo riusciti a raccogliere bei risultati, facendo circa 6000 minuti, andando sei volte oltre la soglia minima. La società ha speso tanto in questo primo anno di B, quindi anche se non possiamo dire di essere una società andata in autofinanziamento abbiamo addolcito con questi introiti – e con qualche cessione – le spese. Crespi? Da direttori dobbiamo seguire un lato tecnico e uno economico. Nel momento in cui era scalato nelle gerarchie, abbiamo ritenuto opportuno mandarlo al Brescia. Nella migliore o nella peggiore delle ipotesi ne usciremo con una plusvalenza o con un giocatore cresciuto che potremo tenere in organico. L’operazione prevede un diritto di riscatto, non c’è controriscatto, ma avendo anche una percentuale sulla rivendita potremmo trarne beneficio anche in futuro. I rinnovi? Al momento stiamo parlando soprattutto con Enrici, con il quale non avevamo ancora parlato ad inizio stagione».
Infine, sul ritiro: «Andremo a Rivisondoli dopo 2‑3 giorni ad Avellino, orientativamente partiremo entro il 16‑17 luglio. Stiamo gestendo il programma amichevoli: sarà in crescendo e prima del test con il Torino probabilmente affronteremo il Frosinone allo Stirpe».
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