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Avellino, la matematica della salvezza: cosa serve ai lupi nelle ultime 5 giornate

Abbiamo provato a calcolare la quota per garantirsi la permanenza in cadetteria

Cinque partite, 15 punti in palio, undici squadre racchiuse in nove lunghezze: il finale di Serie B è un imbuto in cui l’Avellino entra da undicesimo a quota 39, con 5 punti di margine sulla zona playout (Entella e Bari a 34). Il calendario è impegnativo ma non proibitivo, con tre scontri diretti – Mantova, Bari, Empoli – dentro un lotto di avversarie dalla posizione media pari a 10,8. Le combinazioni possibili sono enormi, ma la matematica consente comunque di tracciare una cornice credibile su quale quota servirà per la salvezza diretta e su quanti punti dovranno arrivare nelle ultime cinque giornate.

In un campionato a 20 squadre con tre retrocessioni dirette e due posti playout, alla luce delle ultime cinque stagioni, la linea che separa la salvezza dal rischio spareggio si colloca quasi sempre nella media di 43,2 punti. Quest’anno, però, c’è un elemento che incide più del solito: le squadre coinvolte nella lotta salvezza si affronteranno moltissimo tra loro (Spezia-Mantova, Pescara-Samp e Padova-Empoli solo nel prossimo fine settimana). Questo continuo incrocio tende a limitare la crescita simultanea delle concorrenti e, di conseguenza, ad abbassare leggermente la quota necessaria. In uno scenario neutrale, con risultati distribuiti in modo “medio”, la quota salvezza diretta più probabile si colloca attorno ai 42 punti, con 43 come soglia ulteriore di sicurezza.

Avellino, la matematica della salvezza: cosa serve ai lupi nelle ultime 5 giornate

Tradotto sull’Avellino, che parte da 39, il quadro diventa molto concreto. Con 0‑1 punti (arrivo a 39‑40), il rischio di scivolare almeno in zona playout sarebbe elevato: le squadre oggi a 34‑36 avrebbero cinque giornate per colmare un margine minimo, e basterebbero due vittorie e un pareggio per superare o agganciare i lupi. Con 2‑3 punti (arrivo a 41‑42), l’Avellino si collocherebbe esattamente nella fascia della quota attesa: in molti scenari sarebbe salvo direttamente, ma resterebbe esposto a un finale “di fotofinish” se una o due tra Empoli, Padova, Entella o Bari dovessero spingere forte. Con 4‑5 punti (arrivo a 43‑44), la salvezza diretta diventerebbe statisticamente molto probabile: per finire sotto il 15° posto servirebbe una combinazione piuttosto estrema di risultati favorevoli a più concorrenti contemporaneamente.

Il vero discrimine, più ancora del totale secco, sono gli scontri diretti. Mantova-Avellino, Avellino‑Bari ed Empoli‑Avellino sono gare che “valgono doppio”: ogni punto conquistato toglie ossigeno a una rivale e abbassa la probabilità che la quota salvezza si alzi. Anche un pareggio, in questo contesto, pesa più di una X contro squadre fuori dalla lotta. È qui che la matematica incontra la strategia: non si tratta solo di “fare punti”, ma anche di dove li fai.

Dentro questa cornice, come si diceva, la sintesi è chiara: la quota salvezza diretta più probabile è 42 punti, con 43 come soglia di sicurezza. Per l’Avellino significa che il traguardo è aritmeticamente vicino: servono 3 o 4 punti nelle ultime cinque giornate – una vittoria oppure una vittoria e un pareggio, o anche quattro pareggi – per collocarsi in una fascia in cui la permanenza diretta in B sarebbe, nella grande maggioranza degli scenari, al riparo da sorprese. Non si tratta di un’impresa, ma di un finale da squadra solida. La matematica dice che basta questo; il campo, adesso, deve solo confermarlo.


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