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Avellino, il pagellone finale della stagione 2020-2021

I nostri voti ai protagonisti della stagione biancoverde

La stagione che si è appena conclusa ha rappresentato una tappa importante nel percorso di crescita dell’Avellino. In un anno decisamente complicato, la società biancoverde ha raggiunto diversi step importanti che non possono essere intaccati dal boccone amaro ingoiato ieri al “Partenio”. Con una rosa completamente rivoluzionata, i biancoverdi sono riusciti a costruire un piccolo “miracolo” migliorando notevolmente i risultati dello scorso anno. Non è arrivata la promozione in B, ma in compenso questa squadra ha ora l’ossatura e la mentalità per riprovarci con più forza e convinzione. Per tutti questi motivi il voto alla stagione dei lupi oscilla tra il 7 e l’8: un voto che premia l’operato della dirigenza, dello staff tecnico e dei calciatori. Un voto da cui ripartire per scrivere una nuova pagina di storia.

Ma come per ogni finale di stagione, risulta doveroso stilare un pagellone di tutto l’organico: da Forte a Bernardotto, diamo i voti all’annata di tutti i calciatori biancoverdi.

Francesco Forte 8: l’estremo difensore è stato uno dei migliori calciatori della rosa, tra quelli che hanno avuto un rendimento costante da settembre a giugno. Leader tecnico ed emotivo, a tratti insuperabile con una serie impressionante di clean sheet (reti inviolate), Forte ha saputo dare sicurezza all’intero reparto difensivo con grande autorità. Da anni non si vedeva ad Avellino un portiere con le sue qualità atletiche e tecniche, ma soprattutto con la sua forza mentale e costanza.

Presenze: 30/Clean sheet: 17

Pasquale Pane 6,5: uno svarione nella gara interna con la Turris, costata 2 punti ai lupi, ma anche tante partite di spessore. Due su tutte: con il Catanzaro in campionato e con il Padova ai playoff. Portiere esperto e rodato, garanzia di affidabilità nel ruolo di dodicesimo. Il suo apporto alla causa è stato nel complesso più che positivo.

Presenze: 11/ Clean sheet: 5

Riccardo Leoni 5,5: arrivato a stagione in corso per tamponare l’infortunio di Forte, il giovane portiere ha fatto fatica ad imporsi. Schierato per cause di forza maggiore nel periodo peggiore della stagione, non è riuscito a trasmettere sicurezza tra i pali.

Presenze: 4

Alberto Dossena 7: partito in sordina, finito quasi ai margini ad un certo punto della stagione, ha saputo ritrovarsi fino a chiudere da leader della difesa a 3 di mister Braglia. La sua crescita nei panni di perno centrale ha dato ulteriore solidità al reparto. Per caratteristiche fisiche e tecniche, ha ancora ampi margini di miglioramento e può davvero ambire a ruoli importanti nel futuro dell’Avellino.

Presenze: 27/ Gol: 2

Mirko Miceli 6,5: la stagione del vice-capitano ha vissuto qualche alto e basso, ma il suo rendimento è stato comunque al di sopra della sufficienza. Fondamentale nei mesi di gennaio e febbraio, quando la squadra volava e subiva pochissimo, è finito in panchina nell’ultimo periodo dopo una serie di prestazioni non convincenti. Rimane un profilo su cui puntare per il futuro prossimo.

Presenze: 34

Luigi Silvestri 7,5: una volta che è passato sul centrodestra, le sue prestazioni sono sempre state impeccabili. Prezioso anche in fase offensiva, con 4 gol a referto, il difensore palermitano ha dato carisma e grinta all’intera squadra, giocando sempre con il cuore e con una significativa generosità. La sua assenza ai playoff si è fatta sentire.

Presenze: 28/ Gol: 4

Giuliano Laezza 6: reduce da un bruttissimo infortunio, è rientrato solo a maggio garantendo comunque impegno e dedizione nei playoff. Il suo pieno recupero sarà importante per tanti motivi.

Presenze: 7

Gabriele Rocchi 5: nel girone d’andata ha avuto davvero tanto spazio, ma l’ex Cavese non ha mai convinto appieno. Il suo adattamento alla linea a 3 è stato lento e complicato, per cui ad un certo punto Braglia lo ha tirato fuori dalle rotazioni. Deludente la sua stagione in biancoverde.

Presenze: 23

Julian Illanes 7: è con il suo arrivo a gennaio che la difesa ha cambiato ritmo, inanellando una serie importante di partite senza subire gol. Poi il suo rendimento è leggermente calato, ma grinta e temperamento non sono mai mancati. Giocatore importante per la categoria, da confermare.

Presenze: 23

Mario Nikolic s.v.: due sole apparizioni prima della partenza a gennaio. Troppo poco per giudicarlo.

Presenze: 2

Simone Ciancio 7: stantuffo instancabile sulla destra o jolly prezioso al centro della difesa, non ha mai fatto mancare il suo contributo. Nelle rare occasioni in cui non c’era, la sua assenza si è sentita tutta. Collante importante sia dal punto di vista tattico che del gruppo.

Presenze: 39

Fabio Tito 7,5: arrivato per sostituire Parisi, seppur con caratteristiche notevolmente differenti, l’ex Vibonese non ha fatto rimpiangere il suo predecessore diventando addirittura il principale rifinitore della squadra con 10 assist. Regista occulto sulla fascia, Tito ha dispensato qualità ed energia mettendo a segno anche qualche gol importante. Piede di categoria superiore.

Presenze: 40/ Gol: 3

Joel Baraye 5: arrivato a gennaio, non ha mai messo in difficoltà Braglia. Ci si aspettava di più.

Presenze: 10

Alberto De Francesco 6: arrivato ad Avellino per giocare da regista, ha fatto fatica ad adattarsi in un ruolo non suo patendo anche qualche infortunio nel girone d’andata. Nella seconda parte di stagione ha fatto bene quando è stato chiamato in causa, rivelandosi comunque elemento di qualità per la categoria.

Presenze: 28/ Gol: 1

Riccardo Burgio 5,5: un gol all’esordio in Coppa Italia con il Renate, poi tante difficoltà di adattamento e l’addio nel mercato di gennaio.

Presenze: 11/ Gol: 1

Salvatore Aloi 7: mastino irriducibile della mediana, ha subito imposto la sua “cazzimma” in mezzo al campo. Prima da mezzala, poi da perno centrale dopo l’arrivo di Carriero. Giocatore intelligente, ha dato equilibrio alla squadra mettendo in fila anche numeri importanti per gol (3) e assist (5).

Presenze: 35/ Gol: 3

Giuseppe Carriero 8: il suo arrivo a gennaio ha letteralmente trasformato la squadra, alzando il livello di tutto l’organico. Cuore e anima del centrocampo, specchio dell’allenatore in campo. Muscoli e polmoni, ma anche grandi doti negli inserimenti e nell’accompagnare le azioni offensive. Mai domo, un vero lupo affamato.

Presenze: 20/ Gol: 1

Santo D’Angelo 7,5: quando un centrocampista fa 10 gol significa che la sua stagione è stata davvero importante. Piacevole scoperta, per larghi tratti ha trascinato la squadra con il suo dinamismo e la sua eccellente capacità di inserirsi in area. Eccellente rigorista, ottimo anche nella lettura di gioco.

Presenze: 39/ Gol: 10

Michele Bruzzo 5: subito bocciato da Braglia, dopo pochi mesi ha salutato la truppa.

Presenze: 8

Andrea Errico s.v.: acquistato per dare qualità e imprevedibilità alla manovra, è stato dilaniato dagli infortuni. Giudicarlo sarebbe ingiusto, ma che rammarico!

Presenze: 5

Agostino Rizzo 6,5: come un diesel è entrato lentamente nelle rotazioni del mister, ma dopo il rodaggio è stato prezioso nel turnover adottato da Braglia. Qualità e freschezza sulla fascia, persino qualche buona prestazione da mezzala. Giovane di valore sul quale si può sicuramente puntare per il futuro.

Presenze: 29

Marco Silvestri 5,5: riprendersi da un infortunio così grave non è mai facile, specie se non si recupera la giusta fiducia. Trovare spazio in questo centrocampo non era assolutamente facile, si rifarà.

Presenze: 17

Emanuele Adamo 6: qualche buona prestazione, in particolare nella gara interna con la Casertana, una duttilità rivelatasi preziosa nel corso della stagione. La qualità è stata intermittente, ma il giudizio sulla sua stagione è certamente positivo.

Presenze: 34/ Gol: 2

Giuseppe Fella 5,5: a conti fatti i numeri della sua annata sono pure buoni (9 gol, 2 assist), ma per talento e aspettative l’ex Monopoli ha sicuramente deluso. Doveva dare qualità ed estro, non ci è riuscito con costanza anche per la struttura particolare dalla squadra. Ma avrebbe dovuto dare di più, questo è certo.

Riccardo Maniero 7: non ha segnato moltissimo, vivendo qualche fase difficile nel corso dell’anno, ma con generosità ha tirato fuori dal cilindro almeno 4-5 prestazioni di grande spessore. 11 gol sono pochi per il suo pedigree, ma hanno comunque permesso ai lupi di arrivare fin qui. Nelle partite che contano non si è tirato indietro, offrendo segnali incoraggianti anche in vista della prossima stagione.

Presenze: 38/ Gol: 11

Emanuele Santaniello 6: ha avuto tanto spazio nell’ottica dell’alternanza delle punte, facendo vedere talvolta cose buone talvolta cose meno importanti. La prestazione all’andata con il Südtirol è stata significativa, peccato non abbia mai trovato la giusta continuità di rendimento.

Presenze: 41/ Gol: 5

Gabriele Bernardotto 6: al suo primo anno in una grande piazza si è fatto apprezzare per il cuore e la propensione al sacrificio. Ha margini di miglioramento, ma deve lavorare molto se vuole diventare un bomber di un certo tipo.

Presenze: 40/ Gol: 5

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