Avellino, fame e cattiveria. Così si “rovesciano” critiche e problemi
Il punto sulla formazione biancoverde dopo il successo sul Monza

Gioia biancoverde. L’Avellino ha festeggiato al meglio il tanto atteso ritorno in B al “Partenio-Lombardi”, piegando il Monza e regalando a tutto il popolo irpino una notte di festa. A fare la differenza, contro una delle squadre più forti del campionato, sono state sicuramente la fame e la cattiveria con cui i lupi hanno affrontato l’impegno sin dal fischio iniziale.
Vittoria meritatissima per Palmiero e compagni, sigillata da una meravigliosa giocata di Russo che ha trovato il modo migliore per festeggiare il suo primo gol in cadetteria. Prestazione importante della squadra, scelte azzeccatissime da parte di Biancolino. Il Pitone non ha avuto paura di rischiare nella scelta dell’undici iniziale e ha completato l’opera anche attraverso un’ottima lettura della gara.
Il primo successo stagionale pesa come un macigno, serve per andare oltre i problemi e per mettere a tacere le tante critiche che hanno segnato l’avvicinamento alla sfida con i brianzoli. Ovviamente adesso non bisogna passare all’eccesso opposto. Piedi ben piantati per terra e sguardo diretto soltanto alla prossima partita, quella di domenica 21 sul campo della Carrarese. Una partita da affrontare con lo stesso spirito di ieri. Fame e cattiveria, la medicina giusta per tenersi stretta la Serie B.






