Avellino, focus sulla Primavera: chi sono i giovani chiamati da Ballardini?

Il tecnico ravennate pesca dall'under biancoverde: la squadra di Molino sta vivendo una stagione incredibile, con tanti giovani che si stanno mettendo in mostra

L’Avellino di mister Davide Ballardini, nella giornata di ieri, ha ripreso ad allenarsi in vista di una gara fondamentale come quella di sabato contro la Juve Stabia. Il mister ravennate ha aggregato alla squadra, per la seduta di allenamento, svariati giovani provenienti dalla Primavera allenata da Luigi Molino. La quale, nel corso di questa stagione, sta sbalordendo per via di risultati imprevedibili ad inizio campionato: per meriti del tecnico, ma anche per le qualità dei singoli, che sotto l’ala protettrice del “Drago” hanno compiuto un salto di qualità considerevole.

Avellino, volti nuovi anche per la Primavera

Alla ripresa, dunque, sono stati ben 5 i volti nuovi vistisi al Partenio-Lombardi: Volpe, Vignoli, Zanni, Giunto e Spadoni. Calciatori che stanno mettendo in mostra tutto il loro potenziale nel Girone B del campionato di Primavera 2. Due di questi, però, sono volti nuovi anche per la squadra under, che a gennaio ha cambiato faccia, andando a pescare giovani importanti nei settori giovanili di primo livello. Zanni e Spadoni, ad esempio, sono arrivati a gennaio, aggiungendo caratteristiche che mancavano alla squadra di Molino.

I nuovi arrivati: Zanni e Spadoni

Mario Zanni, arrivato dal Monza a titolo definitivo, è un difensore centrale, all’occorrenza terzino, classe 2007. Il quale non aveva trovato il giusto minutaggio in Primavera 1 con i brianzoli. Arrivato in Irpinia, però, è subito diventato leader del reparto difensivo, formando con Vignoli una coppia arcigna e ben amalgamata per caratteristiche. Bravo in copertura, con buone capacità di corsa, Zanni da centrale di difesa è anche un abile costruttore, con propensione continua alla ricerca della verticalità.

Arthur Spadoni, invece, ha già fatto parlare di sé: arrivato dal Torino a titolo definitivo, grazie anche alla visione lungimirante di Giuliano Capobianco, l’attaccante classe 2007 nelle quattro gare disputate ha già messo a referto 2 assist e 2 gol. Spadoni rappresenta un prototipo di punta che all’Avellino manca: forte fisicamente, capace di giocare spalle alla porta e di aprire il campo ai compagni grazie alle sue abilità nei duelli e nelle sponde. Qualità atletiche invidiabili, Molino ha percepito subito la sua importanza anche per quanto riguarda il primo pressing. Quello sui difensori, che permette ai lupacchiotti di far forzare dei possessi agli avversari.

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Avellino Primavera, lo zoccolo duro di Molino

Vignoli, Volpe e Giunto, invece, sono un blocco importante del gruppo di Molino. Il primo, capitano dei lupacchiotti, sta vivendo una stagione spaziale. Dopo gli infortuni di Aloisi e Manzo, il tecnico biancoverde ha dovuto stravolgere gli equilibri, dovendo adattare qualcuno nel ruolo di centrale di difesa. Il prescelto è stato proprio il 6, che da centrocampista a difensore ha compiuto un vero e proprio salto di qualità: uno di quelli che può cambiare la carriera. Le sue peculiarità si sposano alla perfezione con i dettami di Molino, che ha compreso fin da subito di aver trovato la ciliegina al reparto. Dominanza fisica, abilità nei duelli aerei, ma anche in quelli da terra, con innumerevoli palle recuperate, soprattutto negli anticipi. Strappo da corridore, che lo rende capace di difendere anche molto alto, oltre che, più e più volte, di progredire offensivamente annichilendo il pressing avversario. Piede da centrocampista, ovviamente, il che lo rende un’arma anche per via dei lanci lunghi, che permettono ai lupi allargare il gioco quando c’è necessità.

Volpe, invece, anche lui difensore, è un classe 2006 (il più “anziano” del gruppo insieme a Mellino) con caratteristiche differenti ed è giunto ad Avellino dal Cagliari in estate. Ha qualità invidiabili nella protezione dell’area di rigore, sfrutta a pieno i suoi centimetri nei duelli aerei, rivelandosi prezioso sulle palle inattive. Ha perso titolarità nell’ultimo periodo, ma Molino non lo ha mai fatto uscire dalle rotazioni, facendo affidamento su di lui nei momenti di difficoltà. Come nell’ultima partita con il Perugia, quando ha dovuto ricoprire il ruolo di terzino sinistro successivamente all’espulsione di Mellino.

Emanuele Giunto è un centrocampista box to box, con abilità di corsa, che lo rendono il primo cambio di Molino a centrocampo. Ha strappo, potenza nelle gambe, buona progressione ed anche spirito di sacrificio nella fase difensiva. Un’arma dalla panchina, utile quando i ritmi si abbassano, per dar maggiore ritmo alla linea a 3.

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Ballardini, occhi sulla Primavera

Davide Ballardini, dunque, ha messo gli occhi sulla Primavera biancoverde, che oggi occupa il terzo posto in classifica nel campionato di Primavera 2. La squadra di Molino è piena di baby talenti, sintomo che la visione societaria è cambiata ed, ora, il settore giovanile assume una posizione di rilievo. Tra i tanti giovani forti, oltre a quelli aggregati nella giornata di ieri, ce ne sono altri altrettanto meritevoli.

I giovani da monitorare: Amiranda e Santoro

Come Amiranda, già più volte presente agli allenamenti della prima squadra. Il classe 2007 è un play, con capacità di palleggio simili a quelle di Luca Palmiero ed egual struttura fisica. Amiranda non ama perdere tempi di gioco, gira la sfera velocemente, con intelligenza e sempre in verticale. Sul lato difensivo è un giocatore solido: bravissimo in interdizione, sempre pronto ai contrasti ed è un’arma per Molino grazie alla sua bravura nella marcatura ad uomo. Un calciatore realmente completo, che contro il Perugia ha anche trovato la prima rete in campionato. Con un inserimento offensivo vincente. Il numero 4 dei lupacchiotti si sta dimostrando uno dei migliori prospetti della categoria, per la sua facilità di gioco e il suo temperamento.

Importanti qualità anche per Francesco Santoro, salito in cattedra nell’ultimo periodo e che sta aumentando sempre di più i giri del motore. Il centrocampista gioca a tutto campo, i suoi polmoni gli consentono di essere “il numero otto” perfetto per il centrocampo irpino. Dedito al lavoro di squadra, il classe 2007 sa quando essere più pulito, ma anche quando c’è bisogno del lavoro sporco. In più ha un grande tiro dalla distanza, che ha messo in mostra nella gara vinta con il Pescara, siglando una rete da oltre 25 metri. In 18 gare giocate ha siglato 3 gol, rivelandosi abile anche nell’occupazione dell’area di rigore, con i suoi inserimenti.

La forza degli esterni: difesa e attacco

La forza della Primavera biancoverde deriva anche dagli esterni offensivi: Delishi, D’Auria, De Michele. I primi due nati nel 2008, l’ultimo nel 2007. Tutti e tre stanno vivendo una stagione da urlo, fatta di giocate imprevedibili, sprint, abilità nell’uno contro uno, attacchi alla profondità, ma anche dedizione nel ripiegamento difensivo. Gli assi nella manica del tecnico dell’Under, che con loro può permettersi anche un gioco di ripartenza. Oltre che aver la possibilità di far male ad ogni azione offensiva.

Ultimo, ma non ultimo per importanza, sul lato difensivo, come esterno, c’è Carlo Mellino. Biancolino più volte lo aveva fatto aggregare al gruppo, convocandolo anche in alcune occasioni. Il classe 2006 sta sorprendendo per la sua semplicità di corsa, la sua dirompenza in proiezione offensiva, il suo supporto continuo agli esterni alti, l’abilità di tagliare il campo centralmente e per il suo piede mancino. Ma anche per via della sua capacità di difendere: con diagonali vincenti, lotte da terra e chiusure sui cross.

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