Walid Cheddira, classe 1998, è un nuovo attaccante dell’Avellino. Per conoscerlo meglio, vale la pena ripercorrere cinque curiosità che raccontano il suo percorso: dalle origini familiari al Mondiale, passando per i numeri da sogno in Coppa Italia, l’esperienza in Liga e un soprannome diventato iconico.
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Origini e famiglia: Cheddira figlio d’arte
Nato a Loreto da genitori marocchini, Cheddira porta nel sangue una tradizione calcistica che parte da suo padre Aziz, ex giocatore nelle leghe minori del Marocco. Una radice doppia – italiana e nordafricana – che ha plasmato identità, carattere e stile di gioco del nuovo attaccante biancoverde.
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Cheddira ai Mondiali del Qatar 2022
Quando militava in Serie B, Cheddira ha vissuto un traguardo storico: la convocazione ai Mondiali 2022 con il Marocco. Ha disputato 63 minuti complessivi, scendendo in campo contro Spagna e Portogallo nella cavalcata che portò la nazionale maghrebina fino alla semifinale. Un’esperienza che ha consolidato la sua dimensione internazionale.
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Capocannoniere in Coppa Italia: la stagione perfetta
Nella stagione 2022/2023, la stessa del Mondiale, Cheddira ha conquistato lo scettro di capocannoniere della Coppa Italia con 5 reti, precedendo campioni come Lautaro Martinez. Un exploit che certifica la sua capacità di incidere anche nei contesti più competitivi e ad alta pressione.
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Cheddira in Liga con l’Espanyol
Nel 2024/2025 Cheddira ha vissuto un’esperienza all’estero, giocando nella Liga con la maglia dell’Espanyol. Il 30 novembre 2024 ha segnato la sua unica rete nella massima divisione spagnola, contro il Celta Vigo (3‑1). Un passaggio importante per arricchire il suo bagaglio tecnico e internazionale.
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Il soprannome “Ualino”: l’eredità di Bari
Durante la sua militanza a Bari, Cheddira è stato ribattezzato “Ualino” o “Walino”, diminutivo del nome Pasquale nel dialetto barese. Un soprannome nato spontaneamente dalla piazza e diventato parte della sua identità sportiva, simbolo del legame creato con la città e con i tifosi.
