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L’analisi – La strada giusta. Avellino, stavolta meritavi di più

Il punto sulla formazione biancoverde

L’Avellino torna a casa dalla trasferta di Palermo con l’ottavo pareggio stagionale. Il segno X del Barbera ha però un profumo diverso rispetto a tanti dei precedenti. Contro i rosanero di Filippi si è vista una squadra tonica e gagliarda, molto più vicina a quella convincente dell’anno scorso che a quella balbettante di questo avvio di campionato.

Dopo un quarto d’ora non entusiasmante, culminato con il vantaggio dei padroni di casa, i lupi hanno preso letteralmente in mano la gara, mettendo in mostra stavolta anche una manovra più fluida e piacevole da vedere. Merito forse anche del 4-2-3-1 varato da mister Braglia, un modulo che ha esaltato le caratteristiche tecniche di Di Gaudio e Kanoute e che andrà sicuramente riproposto per misurarne col tempo la sua effettiva efficacia. Il difetto, come quasi sempre fin qui, è stata la mancanza di cattiveria sottoporta, con il gol che è arrivato soltanto su un rigore gentilmente concesso (nessun contatto tra Peretti e Plescia nell’occasione, bisogna essere onesti) dall’arbitro dopo la mezzora della ripresa. Troppe occasioni sprecate, la sfortuna che è tornata a farsi sentire, per un lupo che (anche al netto del rigore regalato) ai punti avrebbe meritato qualcosa in più.

L’ennesimo pareggio sposta poco in classifica, ma con prestazioni del genere la strada per risalire la china dovrebbe presentare meno ostacoli. Per dare maggior valore a questi pareggi servirebbe adesso un bel filotto di vittorie, a cominciare dalla sfida del prossimo turno contro il Taranto. Un successo consentirebbe ad Aloi e compagni di proseguire la striscia (due successi consecutivi nelle ultime due sfide casalinghe) e di agganciare i rivali in classifica. Un altro passo avanti per una squadra che sembra aver rialzato decisamente la testa rispetto a un mese fa.

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