Caos iscrizione – Onix e Finworld: tutto quello che non vi hanno detto

Caos iscrizione – Onix e Finworld: tutto quello che non vi hanno detto

Le mosse di Taccone sono fallimentari: il patron spera nella riammissione

di Michelangelo Freda, @m_freda21

E’ la Finworld la società che ha emesso la seconda fideiussione per l’Avellino calcio che ha gettato nel panico l’intera tifoserie avellinese. Dopo l’errore commesso con la prima fideiussione, rivolgendosi alla società rumena Onix Asigurari, che dal 2013 fino a gennaio 2018 fu inibita dall’operare in Italia, l’Avellino calcio e Walter Taccone si sono rivolti alla Finworld spa, società con sede a Roma.

La Finworld è al centro dell’attenzione da parte del Consiglio di Stato, per le operazioni svolte dal 2017 all 11 luglio 2018, che per il momento gli è stato posto il blocco sulle operazioni. Nei mesi scorsi il presidente della Serie C, Gravina, aveva avvisato le società della categoria di non a presentare la fideiussione con la società Finworld che, nonostante all’epoca dei fatti fosse regolare, la fideiussione emessa poteva essere invalidata in seguito alla decisione del Consiglio di Stato.

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La Figc aveva comunicato in data 14 luglio la possibilità di presentare entro 10 giorni una nuova fideiussione “La FIGC ha rappresentato che, nell’ipotesi in cui venisse accertata l’inefficacia e l’invalidità di dette garanzie, sarà concesso un termine di 10 giorni per consentire la sostituzione delle medesime con fideiussioni conformi ai requisiti previsti.” è quanto si apprende dal comunicato della Reggina calcio, in quanto la società si sarebbe rivolta in data antecedente all’11 luglio, data di decisone del Consiglio di Stato.

Insomma l’Avellino sembrerebbe aver presentato l’ennesima fideiussione nulla, invalida. Ma c’è un se è un ma. Altre società anche di B avrebbero utilizzato lo stesso player e stando ad alcune indiscrezioni sarebbero anche state ammesse senza riserve. Insomma il classico casotto all’italiana che tiene in vita l’Avellino e la superficialità di Taccone. Che ora è pronto a giocarsi tutte le carte in sede di ricorso all’eventuale Collegio di Garanzia qualora il Consiglio Federale dovesse decidere per l’esclusione.

 

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