Sidigas Avellino, una prevedibile defaillance a Cremona

Sidigas Avellino, una prevedibile defaillance a Cremona

La terza partita lontano dal Paladelmauro è stata fatale alla Sidigas Avellino, che ha ceduto proprio nei minuti finali

di Federico Contrada, @federicocontra6

Ancora una volta, la Sidigas Avellino viene battuta dalla “fatal Cremona“; sul parquet della città lombarda i padroni di casa si sono imposti per 94-88 contro i biancoverdi, al termine di un incontro molto vivace. Ritmo sempre serrato, molti possessi giocati da entrambe le squadre, tanti tentativi e punteggio che naturalmente si è mantenuto alto per tutti i 40 minuti sono infatti state le prerogative del match del PalaRadi.

Alla fine l’ha spuntata Cremona, grazie ai due minuti finali nei quali ha mostrato una miglior lucidità mentale e una superiore brillantezza fisica rispetto ad Avellino; la formazione allenata da Meo Sacchetti, per la verità, aveva già nel terzo quarto dimostrato di non darsi per vinta, quando appunto aveva piazzato un parziale monstre da 15-1, utile nel ribaltare un’inerzia della partita che andava sempre di più in favore dei biancoverdi. Passare dal 49-58 del minuto 24  al 64-59 del minuto 27 è stato senza dubbio il segnale che la Vanoli potesse quantomeno restare aggrappata alla partita contro il più quotato avversario; il calo fisico dei biancoverdi nei minuti finali, poi, ha dato letteralmente il “la” a Ricci e compagni per sferrare l’ultimo parziale di 9-3 degli ultimi centoventi secondi, quello che ha consegnato loro la vittoria in maniera definitiva.

La Sidigas, ha comunque combattuto fino alla fine; dopo il black-out del terzo quarto, d’altronde,  la partita era  stata ristabilita da Cole e compagni, grazie soprattutto ad un Caleb Green ispiratissimo (23 punti con 30 di valutazione). Il numero 6 biancoverde, nel terzo quarto, ha ingaggiato un personale duello con il dirimpettaio cremonese Aldridge a suon di triple; memorabile il “gioco da quattro” ottenuto proprio grazie ad un close-out troppo irruento dell’ala della Vanoli, il quale tuttavia ha subito risposto nell’azione successiva con una tripla in faccia all’ex Sassari; si era nel terzo quarto, ed è stato proprio in quei frangenti che la gara, quantomeno sotto l’aspetto psicologico, ha preso una piega a favore dei lombardi, che avevano dimostrato di riuscire a rispondere colpo su colpo ai biancoverdi. Biancoverdi che erano comunque riusciti a riprendere il controllo del match tornando addirittura sul +9 a 5 minuti dalla fine. A quel punto della partita è però salito in cattedra Giampaolo Ricci, autore di 12 punti negli ultimi 6 minuti; la ventisettenne ala cremonese ha fatto impazzire tutta la difesa irpina che, complice anche l’assenza di Nichols per raggiunti 5 falli (brutta la prova dell’ex CSKA con soli 6 punti e zero di valutazione), non aveva un pari-ruolo da accoppiargli e dunque veniva battuta in assenza di efficaci contromisure tattiche.

Prima del Ricci-show degli ultimi minuti, la Vanoli aveva avuto molto da Crawford (22 punti) e dal centro Mathiang (doppia doppia sfiorata con 14 punti e 9 rimbalzi), capace di mettere in difficoltà la coppia di centri avellinesi Costello-N’diaye. Non a caso le statistiche a rimbalzo vedono prevalere Cremona per 37-31, con un particolare dettaglio circa i rimbalzi offensivi (solo 4) che come a Novgorod sono stati un  tasto molto dolente per la Sidigas. Il vero mea culpa che la Scandone deve recitare, è tuttavi quello delle palle perse: sono state ben 17, contro le sole 8 di Cremona. Anche atleti che hanno fornito prestazioni positive come Kiefer Sykes (17 punti e 5 assist) si sono macchiati di qualche palla persa; il numero 28 Sidigas ha sciupato in questo modo il possibile canestro della speranza nei secondi finali, calpestando la linea di fondo mentre tentava di penetrare lateralmente. Anche se questa è stata la sua unica palla persa personale, questa azione ha probabilmente riflettuto il leit motiv della gara, che ha visto una Sidigas troppo sprecona nella metà campo che predilige, quella offensiva.

Probabilmente, come si suol dire, è più salutare incontrare questo tipo di battute d’arresto all’inizio della stagione che non più avanti. Pur tenendo conto delle attenuanti del caso ( i 50 minuti giocati a Novgorod, e più in generale il fatto di non aver ancora mai giocato al Paladelmauro, e dunque anche la fatica dei molti viaggi anche lunghi per disputare le partite da calendario), la sconfitta di Cremona può essere una battuta d’arresto provvidenziale per correggere efficacemente alcuni limiti che la Sidigas Avellino targata Nenad Vucinic oggettivamente ha.

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