Avellino Calcio – “Una città grigia, dove regna la camorra”: così Henderson umilia l’Irpinia

Avellino Calcio – “Una città grigia, dove regna la camorra”: così Henderson umilia l’Irpinia

Il suo nome è John Henderson ed è un travel writer…

di Michelangelo Freda, @m_freda21

Ci è venuto per davvero. Accompagnato dal presidente del Trastevere per infangare Avellino e i suoi tifosi. A scrivere tante di quelle castronerie che a crederci, ti viene davvero difficile. Il suo nome è John Henderson. Un ex giornalista, e meno male, e travel writer… Ci è venuto per davvero John Henderson di Denver. Tifoso della Roma, simpatizzante del Trastevere: così si descrive. Avellino – Trastevere è stata vissuta anche da lui. Aggiungiamo un purtroppo che non guasta mai in questa occasione.  Lo scrittore in un suo articolo pubblicato sul blog  johnhendersontravel.com si sofferma nel raccontare il proprio amore per la città di Roma e per l’As Roma ma non riesce a negare un tremendo fascino per il Trastevere Calcio. Una passione nata visitando il quartiere romano, frequentando le osterie tipiche dove adesso spuntano le fotografie della terza realtà calcistica romana. Una passione tanto profonda da voler seguire il Trastevere Calcio nella trasferta irpina.

Un viaggio passato col presidente Pier Luigi Betturi e al vicepresidente Bruno D’Alessio del Trastevere Calcio, insieme al giornalista ANSA Alessandro Castellani. John Henderson, oltre che a ricordare i fasti della Serie A, collega Avellino alla serie televisiva I Sopranos, che si definivano originari di Ariano Irpino. “While the hit TV series is dead, Avellino remains in the center of Camorra country” se la Serie Tv è finita, Avellino rimane al centro del paese della Camorra. Quale affermazione più triste e sempliciotta di uno yankee in visita nel sud Italia, riempitosi la bocca con la solita banale analogia spaghetti – pizza – mafia e mandolino. Un superficiale ci vien da dire. Una persona che non si è sforzata nemmeno di vedere tutti i personaggi storici che ha sfornato la nostra provincia, da Umberto Nobile a De Sanctis, giusto per citarne due. Ma oltre a questo guizzo di orgoglio irpino nei confronti di un americano (tanto da titolare My neighborhood ASD Trastevere chases soccer glory in Campania’s land of Tony Soprano – Il mio quartiere ASD Trastevere insegue la gloria del calcio nella terra campana di Tony Soprano).

Uno che da ignorante, perché ignora, dimentica il terremoto del 1980 e scrive che la ricostruzione si è fermata al 1950. Ma continua. Dall’alto dei suoi 63 anni, passati male, aggiungiamo noi, arriva a bordo di una Maserati a 155 all’ora(in Italia il massimo consentito è 130…) e pontifica sulla Curva Sud, continuando ad accostare la contestazione pacifica dei tifosi a questa benedetta Camorra che per lui regna in Irpinia. Ma Camorra di che? Di cosa? E tira in ballo persino l’ex revisore dei conti Lino Vuolo, immortalato in una foto, che nel suo viaggio, dà del poco di buono a Sibilia colpevole di non aver aiutato la sua città  lasciandola scivolare di nuovo in Serie D.  avellino01-1

Quindi, caro Henderson, oltre a non aver studiato la storia scrivendo stronzate immani, noi dovremmo fermarci di fronte al suo diario di viaggio. Abbiamo anche provato a sorridere.  Ma alla fine non ci siamo riusciti. Comprendiamo la sua difficoltà e auguriamo a Lei e ai suoi accompagnatori, di ritornarci. Glielo spieghiamo noi cosa è Avellino. Glielo spieghiamo noi.

 

Se volete leggerlo: https://johnhendersontravel.com/2018/12/06/my-neighborhood-asd-trastevere-chases-soccer-glory-in-campanias-land-of-tony-soprano/

Avellino Calcio – Il Trastevere si scusa:” Ci dissociamo totalmente da Henderson”

 

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  1. coppola.rober_757 - 3 giorni fa

    Ciao Michelangelo. Sono un tifoso dei lupi da sempre anche se non vivo da tempo in Irpinia. Ti scrivo per condividere la tua nausea su questo ex giornalista di “un tanto al chilo” nonché “story teller” della rivista Qui Quo Qua, John e i suoi Sopranos. Ho letto l’articolo nel suo blog e gli ho scritto una lettera in cui gli ho rinfacciato le assurdità che ha descritto, con tanta arroganza, mediocrità e superficialità, e con uno stile a dir poco approssimativo. Robert

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