La piazza aveva ragione, la società ha avuto coraggio, Tesser onestà e il futuro avrà…

La piazza aveva ragione, la società ha avuto coraggio, Tesser onestà e il futuro avrà…

L’analisi del giorno dopo la partita che ha portato tre punti d’oro per la salvezza

Manca ancora un punto per quella certezza che fa stappare bottiglie di spumante e esultare per un obiettivo importante, importantissimo per la provincia di Avellino: la permanenza in serie B per il terzo anno consecutivo. Un obiettivo cambiato in corsa con le difficoltà che ne consegue e per questo ancora più complesso da raggiungere. La partita di Lanciano ha fatto venire fuori tante certezze, quasi ritrovate appena svegli dopo un lungo sonno, un periodo di incosciente sonno generale. Due sono quelle principali: la prima è che la piazza aveva ragione quando chiedeva di più, quando non si ritrovava più in quegli uomini che scendevano in campo. Non ci sono stati caldi, moduli o paure ieri al Guido Biondi di Lanciano. Se l’indizio di Vercelli aveva dato un Avellino che andava verso quello che chiedeva chi di sostegno non ne ha fatto mai mancare, ieri, al di la del risultato, c’è stata la conferma di un Avellino guerriero. Semplicemente quello che la piazza vuole da sempre in questa provincia. Il Lanciano non era avversario semplice ma l’Avellino di Attilio Tesser ha saputo fronteggiarlo e azzannarlo alla gola. Poi sono venuti fuori i soliti venti minuti arruffoni e dove si spreca ma il sangue negli occhi di chi era in campo era brillante e palese a tutti. Sangue che mancava in campo fino a poche settimane fa.

Il secondo aspetto riguarda la società, anche ieri presente, e alla quale si deve dare il riconoscimento del coraggio. Coraggio non riferito alla tranquillità mostrata di fronte a un centinaio di tifosi del Lanciano inviperiti non si sa per cosa ma alla tranquillità decisionale assunta dopo un errore. Quando si sbaglia è difficile tornare indietro, significa sottolineare con la penna rossa un passaggio sbagliato. Bisogna riconoscere alla società che ha avuto coraggio ad esonerare Tesser, a salvezza allora acquisita, per cercare quel qualcosa in più che la piazza chiedeva. Bisogna riconoscere che la società con quella decisione voleva dare qualcosa in più a questa stagione. e non accontentarsi è da coraggiosi. Bisogna riconoscere che è stato un errore dal quale però se ne è venuto fuori con coraggio. Lo stesso coraggio che non è mancato a mister Tesser, uomo chiaro e di esperienza incredibile, che si è allontanato da Avellino ed è tornato in Irpinia con la sua unica certezza: il lavoro onesto di chi nel calcio c’è da prima di altri. Abbiamo provato a chiedergli se quell’esonero sia stato un punto di rottura dal quale, seppur non mostrato, non si torna indietro. Non gli è sfuggito nulla anche se lui il suo futuro lo conosce già.

E da qui il futuro che è difficile sapere cosa nasconde. Troppi punti interrogativi tra chi osserva, dirige o corre. Ci sarà un tavolo a fine stagione intorno al quale ci si siederà per analizzare tutto e anche altro. Per il momento non ci resta che immaginare un futuro fatto di corse, come quella di D’Angelo a fine partita o dei guantoni di Frattali che parano rigori. Di Jidayi che dispensa sorrisi e tranquillità ad un intero reparto, seppur appena tornato da un infortunio. Di giocatori come Joao Silva che pur giocando poco vogliono dimostrare di ripetere la storia di quel Mokulu che sbaglia il rigore ma che deve fare lo stesso gol a tutti i costi… per lui, per questa maglia, per il futuro.

 

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