L’Avellino cade nella trappola di Marassi ma ritrova Biasci: digiuno interrotto dopo un mese e mezzo
L'ex Catanzaro ritrova la via del gol siglando la sua dodicesima rete stagionale

La trasferta di Marassi nascondeva grandi ed evidenti insidie. L’aria pesante attorno al club blucerchiato e la rabbia della piazza esplosa a Bogliasco alla vigilia del match hanno messo la squadra di Lombardo con le spalle al muro esigendo una reazione immediata. La Sampdoria ha risposto presente ritrovando il sorriso e tre punti vitali per la corsa salvezza, mandando ko l’Avellino di mister Ballardini. Il micidiale uno-due porta le firme di Brunori e Palma, mentre l’acuto finale di Biasci non basta a riaprire i conti. L’undici biancoverde sceso in campo a Marassi è apparso visibilmente appannato, complici i ritmi imposti dal trittico di gare ravvicinate, ma si è mostrato anche fin troppo timido e a tratti rinunciatario. A scavare il solco in favore dei doriani è stata la pura ferocia agonistica di chi non ha più vie di fuga a disposizione. Le motivazioni in casa biancoverde, però, restano intatte e guai ad abbassare la guardia proprio nel momento clou della stagione. La battuta d’arresto dei lupi rappresenta il manifesto perfetto della Serie B, ovvero un campionato spietato dove gli orizzonti si capovolgono in un amen. Ora il calendario concede la sosta per le nazionali e l’Avellino avrà il tempo necessario per ricaricare le batterie in vista del delicato incrocio pasquale contro il Palermo. Occorrerà lavorare con lucidità sulle sbavature commesse, ma sarà altrettanto fondamentale ripartire dalle certezze costruite finora. E nella notte amara di Genova, Ballardini può consolarsi riabbracciando un Biasci ritrovato.
Biasci di nuovo in gol
Un mese e mezzo di digiuno. Tommaso Biasci non assaporava il dolce sapore del gol dal sigillo contro il Monza datato 8 febbraio, arrivato a ruota dopo la tripletta rifilata al Cesena. Il dodicesimo centro stagionale è maturato sul prato di Marassi subentrando a un impalpabile Pandolfi e facendosi trovare puntuale all’appuntamento con il traversone pennellato da Sala, arrivato dopo la bella giocata di Tutino. Un guizzo purtroppo ininfluente per l’esito della sfida contro la Sampdoria, ma che poteva (e doveva) rappresentare la scossa emotiva necessaria per agguantare un pareggio ampiamente alla portata. Eppure il graffio del bomber va ben oltre le semplici statistiche. Ritrovare il gol significa pompare linfa vitale nelle vene di un attaccante dalle sue qualità. Una freccia raffinata ritrovata nell’arco Avellino in vista delle sei finali che attendono la squadra al rientro dalla pausa. Si prospettano giorni preziosi per fare quadrato e per assimilare ancor di più i dettami tattici di Ballardini prima del rush finale di stagione. Il primo snodo andrà in scena proprio nel giorno di Pasqua, con la sfida al Barbera contro il Palermo. Un test ostico, alla pari di tutti gli altri, dove bisognerà seguire alla lettera il saggio monito lanciato proprio dal centravanti nel post-gara di Marassi, ricordando la necessità di “essere più pericolosi” per archiviare il prima possibile il discorso salvezza.






