Ballardini saluta l’Avellino: “Desidero la Serie A”. Aiello: “Nuovo allenatore? Ecco la situazione”
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Questa mattina, nella sala stampa del “Partenio-Lombardi”, si è svolta la conferenza stampa di Davide Ballardini e del direttore sportivo Mario Aiello. Il tecnico di Ravenna ha salutato il club: “Dopo i playoff ho comunicato la mia volontà alla proprietà. Sarò un nuovo tifoso, qui ho incontrato gente meravigliosa”. Poi la parola al ds, che ha fatto subito chiarezza sulla scelta del nuovo allenatore: “C’è tempo, valuteremo la soluzione più giusta”. Leggi le dichiarazioni.
Il ds: “Mercato? Entrate e uscite hanno una logica”
Proseguendo: “Le scelte in estate? Entrate e uscite hanno una logica. Secondo noi, oggi siamo una squadra migliore rispetto a quano siamo partiti. Avevamo 15 giocatori dalla Serie C, un gruppo è riuscito a mettersi in evidenza e rappresenta una base da cui partire per il prossimo anno. Il mercato è stato fatto su quella base. Ora abbiamo 16-17 giocatori di categoria. Ci sono strutture utili alla squadra, abbiamo cominciato ad approcciare al mercato estero. Le scelte in attacco? Tanti non hanno dato quanto le aspettative. Bisognerà capire se non sono all’altezza o ci sono stati degli avvenimenti. Tutino e Favilli hanno subito un’operazione dopo l’acquisto. Favilli stava bene lo scorso anno, ha anche giocato le amichevoli. Poi ha avuto un distaccamento del tendine”.
Aiello: “L’Avellino vuole strutturarsi”
Il direttore sportivo dell’Avellino ha proseguito: “Se ci siamo fissati una deadline? Se ragioniamo solo su chi oggi è libero allora potrebbe essere anche un discorso rapido, però mi muoverei in un ventaglio limitato. Se vogliamo estendere il discorso dobbiamo aspettare una deadline leggermente più lunga dato che ci sono allenatori ancora in corsa. Sicuramente saranno tempi utili per programmare tutto, a partire dal ritiro e per la definizione del mercato. L’Avellino vuole strutturarsi? Si sta parlando da anni di questo. Fattibilmente qualcosa è stata già fatta, come l’albergo e il ristorante che ci consente di gestire l’aspetto alimentare dei giocatori. La società nell’ultimo anno ha fatto anche l’investimento sulla clinica medica. Il resto viene gestito sempre dalla società, come stadio e centro sportivo, poi c’è l’idea di un campo in erba naturale. Ma questi discorsi si portano avanti a prescindere dall’allenatore”. Tornando sul profilo del nuovo tecnico: “A gennaio c’era qualcuno disponibile e qualcuno potrebbe rientrare nelle scelte. Ballardini è stato anche un colpo mediatico, penso che il successore non sarà una diminutio rispetto a lui. Chi verrà dovrà essere pronto a far crescere i giovani, come i predecessori”.
Aiello: “Ecco le caratteristiche del successore”
Successivamente, parola al direttore sportivo Mario Aiello: “Al di là del progetto Ballardini, c’è il progetto Avellino che prescinde dalle figure dell’allenatore e del direttore. Parte dalla storia di questa società, da questa piazza e dall’ambizione della proprietà. Giusto che quando alcune situazioni vanno bene, come con Ballardini, si immagina una continuità di lavoro. Ma quando non ci sono i presupposti è chiaro che si volta pagina e si cercherà una nuova figura. Abbiamo tempo, un ventaglio più ampio e faremo con calma le giuste scelte. Le caratteristiche del successore? Abbiamo avuto un mister, una persona che ci ha trasferito elementi di qualità e professionalità difficilmente riscontrabili in questo ambiente. Io faccio tesoro di questi mesi vissuti fuori dal campo con Ballardini. Vogliamo un professionista che si sappia rapportare con noi con serenità. L’identikit non è un discorso d’età. L’idea base è esperienza nella categoria e che abbia fatto bene nell’80% dei casi. Il modulo? Ha una valenza relativa. Non esiste il modulo perfetto, ma penso che esiste il modulo perfetto per le caratteristiche dei giocatori. Esistono alcuni allenatori giovani in rampa di lancio, ma qui non è facile farlo perché ci vuole pazienza, ma comunque in minima percentuale non lo escludo. Qualcosa abbiamo già portato avanti nell’immediato, poi restringeremo il cerchio e valuteremo la giusta figura”.
Ballardini: “L’Avellino ha grandi ambizioni”
Ballardini fa chiarezza: “Le voci sul mancato rinnovo per motivi economici? Non ne abbiamo proprio parlato. Per me è stato molto difficile dire loro che, in questo momento, io e il mio staff abbiamo il desiderio di andare in Serie A. Se mi hanno dato garanzie sulle strutture? I primi a voler migliorare sono proprio il presidente e il figlio Giovanni. Nessuno ci tiene più di loro e sono certo che sarà così. Se la proprietà mi avesse proposto un progetto come quello del Venezia, avrei accettato? No, perché questa proprietà ha un progetto da Juventus o Real Madrid, tanto è l’amore che prova per questo club. Dieci giorni fa ci siamo visti perché io avevo in testa soltanto le gare dei playoff. Con Aiello abbiamo fatto una prima analisi della squadra, valutando cosa si possa fare per allenarsi meglio, e basta. Ma la società ha in mente di diventare la realtà più efficiente possibile. Le gare che mi sono piaciute meno? A Genova, contro la Samp, non ce la siamo giocata. Con l’Empoli siamo stati poco motivati rispetto all’avversario. Anche il primo tempo di Mantova non mi è piaciuto, poi però c’è stata la reazione. Aspetti negativi di Avellino? In questo momento non me ne vengono in mente. L’Avellino ha bisogno di strutturarsi per arrivare in Serie A? Loro sanno bene cosa serve per migliorarsi. Bisogna strutturarsi nel modo giusto, perché non è facile mantenersi a certi livelli”.
Il tecnico: “Il momento più difficile? Dopo la gara con il Venezia”
Ripercorrendo le tappe del suo percorso con l’Avellino: “Il momento più difficile e, al tempo stesso, più stimolante è stato dopo la gara con il Venezia. Come dissi ad Aiello, quella partita ci ha dato delle risposte. Quella non era la nostra idea di calcio, però ci ha dato la spinta giusta. I playoff? Come dicevo alla società, ero molto concentrato perché, con questo ambiente e con l’amore che c’è intorno a questa squadra, non ero convinto che si potesse fare un grandissimo percorso, ma ero certo che ce la saremmo potuta giocare, come poi è successo a Catanzaro. Lì meritavamo di essere in vantaggio e, dopo l’1-0, abbiamo avuto anche le occasioni per riprenderla. Potevamo fare bene e volevamo continuare il nostro percorso. Sognare la Serie A con l’Avellino? Noi abbiamo detto chiaramente quale sia il nostro pensiero e la società, giustamente, deve concentrarsi sul proprio percorso. Noi oggi ci sentiamo così, mentre la società ha il dovere di pensare a come migliorare ulteriormente tutto il progetto”.
Ballardini: “Da oggi saremo tifosi dell’Avellino”
Proseguendo: “Non ci sono sirene dalla Serie A. Il nostro è un desiderio, un’ambizione. Poi magari, tra quattro o cinque mesi, ci saranno degli aggiornamenti. Da oggi sono un semplice tifoso, innamorato di un territorio che non conoscevo. Ho conosciuto persone meravigliose e, da oggi, io e i miei collaboratori siamo tifosi dell’Avellino. Qui c’è gente vera. Se l’ambizione della Serie A ci fosse già tre mesi fa? Tre mesi fa eravamo carichi e felici di tornare ad allenare. Ripeto, sono i momenti che ti portano a fare determinate scelte. Non escludiamo nulla, perché le cose col tempo possono cambiare. Che squadra lascio e che squadra potrà essere? Tutto questo lo abbiamo valutato insieme al direttore sportivo. Al di là dell’aspetto strutturale, credo che le cose andranno sempre meglio, perché la società è seria e ambiziosa. Tecnicamente ci sono ragazzi di proprietà del club e, su quel gruppo che quasi certamente rimarrà, andranno inseriti altri giocatori funzionali all’allenatore che arriverà. Ma quei 14-15-16 elementi che resteranno rappresentano certamente una base solida, sana e importante da cui far ripartire l’Avellino”.
Ballardini: “Abbiamo l’ambizione di tornare ad allenare in Serie A”
Le dichiarazioni di Ballardini in conferenza stampa: “Ci siamo lasciati con una chiacchierata, dicendo che a fine playoff ne avremmo riparlato. Eravamo tutti molto concentrati sugli spareggi e, una volta terminati, ci siamo incontrati al BelSito. Ho detto alla proprietà che abbiamo l’ambizione di tornare ad allenare in Serie A, fermando quindi tutto ciò che poteva esserci in ballo. Naturalmente il ds è rimasto male, ma non potevo dirglielo prima perché era un pensiero non ancora maturato. Se la società mi avesse chiamato a campionato in corso chiedendomi di rinnovare, avrei accettato o declinato? C’è una premessa da fare, ed è qui la mia difficoltà: ho trovato persone di altissimo spessore umano. Il disagio nel dire questo nasce proprio dal fatto che ho incontrato persone rare in questo mondo. Come ho detto loro tre mesi fa in videochiamata, per me contano le persone e la competenza: prima ci conosciamo, poi valuteremo”.
Identikit e primi nomi per la panchina dell’Avellino
Società e dirigenza già al lavoro per individuare il profilo giusto per il post-Ballardini. Già tracciato l’identikit del tecnico che guiderà l’Avellino nella prossima stagione di Serie B.





