Avellino, perché il mercato estero è una pista concreta: i precedenti che spingono i lupi a guardare (anche) fuori
Nella scorsa stagione sono arrivati in Italia diversi profili interessanti

Come rivelato nelle scorse settimane e ribadito dal diesse Aiello durante la conferenza stampa di presentazione di Nesta, l’Avellino guarda con decisione anche al mercato estero per rinforzare l’organico. Una scelta strategica che nasce sia dalle opportunità economiche offerte dai campionati stranieri, sia dall’impatto crescente dei profili internazionali in Serie B nelle ultime stagioni. L’annata 2025/26 lo ha dimostrato con forza: il Modena ha pescato dalla seconda divisione olandese Nieling per 900mila euro, rivelatosi uno dei colpi più brillanti del campionato; sempre i canarini hanno investito 700mila euro per Massolin dalla seconda serie belga, poi rivenduto all’Inter per 3,5 milioni; il Cesena ha valorizzato Blesa, arrivato dalla prima divisione romena e ceduto a gennaio al Rio Ave per 1,7 milioni; il Mantova ha trovato in Benaissa un titolare affidabile pescato dal massimo campionato portoghese. Esempi concreti che spiegano perché l’Avellino stia ampliando il proprio raggio d’azione: all’estero, oggi, si trovano qualità, margini di crescita e sostenibilità economica che possono fare la differenza in un progetto tecnico ambizioso.





