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Impegno e volontà: non si chiede poi tanto (di Alfredo Bartoli)

Finalmente si ricomincia. Già, perché sembrano passati molte più giorni rispetto al singolo week end di pausa per l’All Star Game. Sarà che ormai è diventata un’abitudine, anche per chi non è un assiduo frequentatore del PalaDelMauro, sapere cosa ha fatto la Scandone, sarà perché c’è voglia di rivalsa, sarà perché si vuole ricominciare a fare il chiacchiericcio da bar sugli “amati” social network, fatto sta che questa domenica di gennaio senza canotte biancoverdi ci ha fatto soffrire. Ci siamo lasciati 13 giorni fa, alla fine del girone di andata, con una qualificazione alle Final Eight in tasca e una partita che non è mai stata giocata, mentre tutto l’ambiente già parlava di epurazioni, licenziamenti, lotte intestine, e bombe pronte ad esplodere. Per fortuna, non è successo niente di tutto questo e il roster si è ritrovato, al completo, riposato e rilassato martedì scorso per preparare la partita di Venezia. Come già detto in altri articoli, cambiare non ci è mai sembrata la soluzione migliore, soprattutto per un gruppo che ha vinto 7 partite, ha conquistato un traguardo che vuole giocare e onorare fino in fondo e che, soprattutto, ha dimostrato di giocarsela con tutti. Le ultime due sconfitte, per quanto importanti e del tutto inaspettate (per il modo in cui sono arrivate), non possono cancellare le altre 13 partite, dove si sono viste cose importanti. E’ chiaro che i bonus, per tutti, sono finiti: la proprietà su questo è stata chiara. Una proprietà che, questa volta, ha preso subito in mano la situazione, anche se non nella maniera usuale (un passo alla volta, si riuscirà ad avere il pacchetto completo). E’ perciò importante che anche tutto l’ambiente si compatti attorno a questa scelta: chi ha deciso di andare avanti senza cambiare nessuno, spiegandone i motivi, deve avere l’appoggio di tutti. Il momento non è sicuramente dei più facili, ma da ora si resetta tutto e si riparte da zero: coach Vitucci e i suoi ragazzi hanno (come minimo) 16 partite per continuare a dimostrare quanto tengono (e valgono) a questa piazza, il che non vuol dire vincere tutte le partite ma, semplicemente, lasciare su ogni parquet d’Italia, tutto quello che si ha dentro, perché gli avellinesi hanno un cuore grande (ricordi coach? Le hai dette tu queste parole il 23 novembre scorso…) che ha bisogno di essere riempito con impegno, voglia e sudore. Il Taliercio e la Reyer Venezia terranno a battesimo questa sorta di Scandone 2.0 (sempre per dirla con le parole del coach veneto). Gli orogranata sono nel gruppo delle seconde, sono forti, profondi (contro la Scandone esordirà l’ex Cremona Jarrius Jackson), esperta e anche lei, a suo modo, incazzata (viene da due sconfitte casalinghe in fila). Sono più forti? Ok, ma lo devono dimostrare sul campo, contro una squadra ricompattata, che deve essere formata da veri lupi che saranno pronti a tutto pur di vincere la partita.


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