
Il primo quarto di gioco aveva fatto maturare una speranza nei tifosi presenti al Mediolanum Forum e ai tanti appassionati agli schermi tv. Peccato che il tutto sia durato poco meno di venti minuti di gioco. Più forte l’EA7 Milano col suo cinismo, la sua energia sotto le plance e la rabbia per il brusco stop in terra russa in Eurolega che ha travolto una Sidigas Avellino bella ma scioltasi come neve al sole quando la truppa di Cancellieri ha preso le misure in attacco e limitando i danni nel punto in cui i biancoverdi hanno dimostrato maggiore sagacità e pericolosità: la velocità abbinata alle ripartenze. Quando Avellino ha avuto la possibilità di correre, i Campioni d’Italia hanno mostrato più di una difficoltà nel tener testa alle scorribande dei vari Banks, Hanga e Gaines che hanno evidenziato qualche crepa della retroguardia biancorossa. Il buon momento per gli irpini è coinciso anche nella propria metà campo così come sentenzia il parziale del primo periodo (21-23). Non appena Milano riesce ad aggiustare la mira in attacco e, contemporaneamente, ad alzare le proprie percentuali, sono iniziati i problemi per la Scandone. L’energia, a tratti incontenibile, nel pitturato di Samardo Samuels è apparsa una carta sin troppo vincente e da giocare con una certa frequenza da parte dei meneghini che hanno punito quasi sistematicamente (e Vitucci lo ha ribadito nel dopo gara) ogni sbavatura della seconda linea difensiva coi quattro lunghi avellinesi costretti a prendere il numero di targa dell’ex centro dei Cleveland Cavaliers. A proposito di giganti. Il trio Harper- Anosike – Trasolini- Lechthaler ha messo insieme venti punti, gli stessi del centrone milanese che ha chiuso in doppia cifra anche nella statistica dei rimbalzi. Salutato con piacere il ritorno a referto di Lechthhaler, per nulla convincente è stato il responso del campo verso Justin Harper, passato dall’essere il valore aggiunto nel trionfo di Pesaro ad una prova negativa nei numeri (3/11 al tiro) e nell’atteggiamento difensivo. Un passo indietro lo ha fatto registrare anche capitan Cavaliero col dato curioso di non aver preso nemmeno un tiro da tre punti. Bocciato no ma nemmeno insignito di lode è stato Sundiata Gaines. I 18 punti finali (con 4 recuperi e 6 rimbalzi) rappresentano un passo in avanti per il regista classe ’86. La sensazione, tuttavia, è che la sua mano nell’impostazione della squadra fatichi a vedersi. Il secondo confronto coi lombardi di venerdì a Desio dirà se quella ad Assago è stato un primo passo verso una ripresa auspicata dal suo allenatore. Chi convince (e diverte) è Adrian Banks. La sua esplosione era attesa da lungo tempo. I 25 punti (dopo i 27 di Pesaro) confermano un eccellente stato di forma. Venerdì la Sidigas ripartirà dai polpastrelli dell’ex Cimberio Varese.






