Alla ricerca di serenità e di un minimo di convinzione. La Scandone va a Reggio Emilia con i suoli mille dubbi e le sue poche certezze per cercare di invertire un trend a dir poco negativo (sette sconfitte nelle ultime otto di campionato) ma, soprattutto, per darsi una scossa per chiudere l’ultimo terzo della stagione. Già, perché l’aspetto peggiore di questa situazione è che alla fine del campionato mancano 10 partite. Tante, ma che potrebbero sembrare ancora di più se approcciate come la gara contro Capo d’Orlando. L’atteggiamento e il body language messo in campo sette giorni fa dai biancoverdi, fanno passare in secondo piano anche i chiari limiti tecnici e tattici di questa squadra, per cui dimentichiamo la parola play off che al momento significherebbe prendere in giro noi che scriviamo e voi che leggete. Ora come ora questo gruppo non ha alcuna speranza di poter raggiungere ed affrontare la post season. Né, a nostro avviso, eventuali modifiche del roster potrebbero cambiare la tendenza per tutta una serie di motivi. Il primo riguarda le tempistiche: i protocolli Sidigas li conosciamo ormai da un pezzo, per cui tra il pagamento del lodo Pancotto (che permetterebbe il tesseramento di nuovi innesti) e la stipula del contratto con il nuovo giocatore passerà ancora del tempo. In secondo luogo, chi arriva dovrà prima inserirsi e poi prendere in mano la squadra (si parla di un play al posto di Gaines). Obiettivamente, per vedere la Scandone 2.0 del 2015, dovrà passare del tempo e le dirette concorrenti non ti aspettano. L’anno scorso gli inserimenti di Foster prima e di Achara e Goldwire dopo, non servirono a granché (e le tempistiche, per certi versi, sembrano simili), per cui forse sarebbe opportuno continuare a lavorare su chi c’è.
A cominciare dalle prossime due partite, contro squadre di primissima fascia e con roster importanti come Reggio Emilia e Sassari. Come sottolineato anche da coach Vitucci nella consueta conferenza di presentazione della gara, contro team di livello la sua squadra ha sempre fornito le prestazioni migliori: la Grissin Bon, anche se in un periodo no (ha perso tre delle ultime quattro gare e viene dall’inquietante -50 di Milano) e con problemi di infortuni (non ci sarà Silins, mentre dovrebbero rientrare Cervi e Diener) resta una formazione di assoluto livello e con un sistema di gioco talmente collaudato da non risentire delle assenze di alcuni interpreti. Anche per i biancoverdi potrebbero esserci delle defezioni: Harper probabilmente non sarà della partita (e questo potrebbe essere un bene), mentre Gaines dovrebbe recuperare in extremis.
Il PalaBigi è un palazzetto funesto per i colori biancoverdi: retrocessioni, prestazioni orride (l’ultima l’anno scorso e ci si giocavano le Final Eight), tensioni. Sembra davvero che tutto sia contro la Scandone o, cambiando l’angolazione, potrebbe sembrare il palcoscenico perfetto per provare a mettere in campo un minimo di orgoglio e di amor proprio, un barlume di energia per far scattare una scintilla in occhi ormai spenti da tanto, troppo, tempo.






