D’Agostino: “Vogliamo la A, Nesta non era convinto di James. Stadio? Ecco come vogliamo costruirlo…”
Il presidente dell'Avellino ha parlato di diversi argomenti, dal presente al futuro del club che passa dalla costruzione del nuovo impianto di gioco

Ospite della trasmissione Zona Verde, su SportChannel 214, il presidente dell’Avellino, Angelo Antonio D’Agostino ha toccato diversi argomenti, dagli obiettivi di squadra allo stadio, dal presente al futuro. A partire dal pareggio ottenuto contro il Palermo: “Nesta ha ragione, sarebbe bastato poco per vincere. Il Palermo punta ad andare in Serie A, ci consola la prestazione, anche se il gol loro mi sembrava irregolare per il fuorigioco di Vavassori. Di questo Avellino mi colpisce la grinta, la perseveranza nel lottare fino all’ultimo minuto. Siamo convinti di aver allestito una squadra forte. Nesta è un ragazzo d’oro, modesto, è una cosa che ci appartiene tanto. Aiello è un ragazzo preparato, è un sognatore come me, mi sta molto appresso, mi segue. Cerchiamo di fare il massimo”.
D’Agostino sui singoli e sull’affare James sfumato
D’Agostino si è pure concentrato sui singoli, a partire da Armando Izzo, che ha battibeccato ancora con i tifosi del Palermo, sui social, subito dopo la sfida del Partenio-Lombardi: “È un ragazzo molto vivace, è gestibile però. Armando è così, un grande campione e ci da una grande mano. Cheddira è un bravissimo ragazzo, umile, crediamo tanto in lui. Russo? È incedibile. Martinelli è forte, ha una bella personalità e ci tiene a fare bene. Il direttore sportivo ha fatto un bel lavoro“.
Si è tornati, poi, sull’affare James Rodriguez sfumato per l’assalto vincente dell’Atletico Nacional: “Devo essere sincero, Nesta non lo voleva, diceva che era lento e magari non avrebbe dato il contributo che avrebbe voluto. Non è stata una questione economica ma di preferenze, una scelta sua di vita. Stavamo facendo sul serio, non era una notizia tanto per…”.
Sulle infrastrutture e sul nuovo stadio
Sul fronte investimenti e infrastrutture, D’Agostino ammette: “Abbiamo visto che investire non vuol dire vincere il campionato. Quello che ci manca ad oggi? Magari le infrastrutture. La Curva Nord? Credo non ci sia bisogno di tanti soldi. Tra le altre cose è un settore più recente degli altri, è dell’86. Il problema è la viabilità, Ma non si tratta di spendere milioni. A Montefalcione partirà il progetto per il centro sportivo. La Primavera giocherà a Volturara, ci stiamo organizzando un po’”. E sul futuro: “L’obiettivo è di fare bene e andare in A, non vogliamo fare la B a vita, sia chiaro. Può darsi che ci andiamo quest’anno, magari l’anno prossimo, non si può dire. Come club potremmo essere pronti”.
Questione stadio, quello attuale e quello da costruire in futuro: “Se non si farà lo stadio nuovo, può darsi pure che porto l’Avellino in A e poi lo lascio. Non potremmo giocare la Serie A al Partenio-Lombardi, quindi non avrebbe senso. Fare lo stadio altrove? Non c’è un’area di 50mila metri quadri vicino a una strada a scorrimento veloce. Stiamo cercando aree limitrofe, non troppo lontane. Il progetto Zavanella? Esiste, entro il 31 ottobre invieremo il progetto definitivo al Comune. Lo stadio non serve a me, ma alla squadra e ai tifosi. A questo progetto ci abbiamo lavorato due anni e mezzo. Non voglio buttare tutto a mare. Ora abbiamo dato mandato a Zavanella di togliere il commerciale e il parcheggio. Proveremo a lavorare costruendo uno stadio settore per settore. Partiremmo dalla demolizione della Curva Nord e la ricostruiremmo; poi passiamo alla Montevergine, alla Terminio e infine alla Curva Sud. Garantendo comunque fino a 15.000 spettatori anche durante i lavori. Col Sindaco Pizza ci incontreremo dopo la presentazione del progetto”.






