Focus Catania: Camplone-Lodi, l’anti Bari abita in Sicilia

Una big dopo l’altra. Dopo aver piegato il Bari in Coppa Italia, l’Avellino si prepara ad aprire il campionato contro il Catania. Sfida sentitissima, che riporta in auge tanti ricordi del recente passato. L’antipasto giusto per la nuova avventura biancoverde nel mondo professionistico.

La guida tecnica

Salutato Andrea Sottil, il dg Pietro Lo Monaco ha affidato l’ennesimo tentativo di scalata alla B ad Andrea Camplone (classe 1966), tornato in pista dopo l’esonero maturato a Cesena nel settembre del 2017. Il tecnico abruzzese, fautore del modulo di gioco 4-3-3, ha incrociato 9 volte l’Avellino nella sua carriera. Il bilancio parla di 3 vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte. Il confronto più acceso risale alla stagione 2012-2013 quando con il suo Perugia diede vita ad un gran duello, sia sul campo che a livello dialettico, con l’Avellino di Rastelli che alla fine la spuntò e fece sua la vittoria del campionato. Camplone si rifece l’anno successivo, quando condusse il Perugia in Serie B. Ottenendo, al termine di una stagione praticamente perfetta, sia la vittoria del campionato che quella della Supercoppa di Lega Pro. Un percorso netto da provare a ripetere anche dalle parti dell’Etna, rilanciando una carriera un po’ annacquata dagli ultimi risultati negativi (Bari, Cesena).

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La stella

Gira e rigira, il direttore d’orchestra è sempre lui. Francesco Lodi (classe 1984) è il punto di riferimento della formazione etnea. Reduce da una grande annata (11 gol in campionato, 2 nei playoff), il forte centrocampista napoletano sembrava ad un passo dall’addio (sirene da Juve Stabia e Lugano). Alla fine è rimasto al suo posto, desideroso di completare la sua missione: riportare il Catania in cadetteria. Il play rossazzurro è una sorta di bestia nera dell’Avellino. Nei 5 confronti contro i lupi vanta 3 vittorie e 2 pareggi, ma soprattutto 4 gol all’attivo (1 con la maglia dell’Empoli e 3 con quella del Frosinone). Ai più attenti tra i tifosi biancoverdi tornerà subito in mente la stagione 2007-2008. Lodi, dopo aver deciso la gara d’andata con una doppietta, gelò il “Partenio Lombardi” nella sfida di ritorno con una punizione magistrale infilata all’incrocio sul finale di gara. Ricordi negativi che non lasciano per nulla tranquilli in vista della gara di domenica.

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Il momento attuale

Il Catania arriva alla sfida del “Partenio-Lombardi” con alle spalle 2 partite ufficiali disputate in Tim Cup. Il facile successo ottenuto contro il Fanfulla (secco 3-0), ma soprattutto l’ottima prestazione offerta sul campo del Venezia (nonostante la sconfitta per 2-1 e la conseguente eliminazione dal torneo) hanno confermato tutte le buone proiezioni espresse sul valore della formazione siciliana. Prontissima a dare nuovamente battaglia ed a candidarsi come l’avversario numero uno del Bari di De Laurentiis, la squadra candidata al ruolo di primadonna nel girone C di Serie C.

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La sfida di domenica

Gli etnei si presenteranno in terra irpina con qualche defezione importante tra i titolari (squalificati il terzino destro Calapai, il centrocampista Biagianti ed il centrale difensivo Esposito), eredità dell’infuocata sfida playoff giocata a Trapani nello scorso mese di giugno. Le alternative comunque a Camplone non mancano di certo ed il tecnico abruzzese potrà costruire un 4-3-3 che offrirà lo stesso adeguate garanzie. Con una qualità invidiabile nel settore nevralgico del campo, a Lodi dovrebbero essere affiancati Dall’Oglio e Mazzarani, e l’imprevidibiltà di Di Molfetta e Sarno ad ispirare la punta di riferimento (ballottaggio Curiale-Di Piazza). L’ago della bilancia, nonostante dalla Sicilia si predichi calma e si respinga con forza il ruolo di favorita nella sfida, pende tutto dalla parte della formazione rossazzurra. Il calcio però regala sorprese ad ogni dove. L’Avellino può provare a regalarsi un’altra giornata di festa, replicando in toto la grande prova offerta contro il Bari domenica scorsa. Dove ha dimostrato che si può anche scherzare con il fuoco, ma è meglio restare alla larga da un branco di lupi affamato.

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