2010-2019: Avellino, cinque momenti da dimenticare

2010-2019: Avellino, cinque momenti da dimenticare

I cinque momenti difficili del decennio biancoverde

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Ancora qualche giorno, poi la seconda decade del ventunesimo secolo andrà in archivio. Prima di accogliere gli anni Venti, riviviamo gli anni Dieci. Anni che hanno aggiunto tanto alla storia dell’Avellino. Tra gioie e delusioni, fallimenti e rinascite. Riviviamo insieme cinque momenti che sarebbe meglio cancellare. Momenti che tormentano e tormenteranno ancora le menti dei supporter del lupo.

12 giugno 2011: il sogno promozione finisce al Provinciale

Liquidato il Milazzo in semifinale, l’Avellino si gioca la promozione in Prima Divisione contro il Trapani. Il 2-1 del Partenio-Lombardi non lascia certezze in vista del ritorno al Provinciale. I lupi si battono ma i supplementari sono fatali. Sul campo niente da fare. Servirà ancora il ripescaggio, come l’anno precedente, per regalare una gioia al popolo irpino.

2 giugno 2015: i sogni si infrangono sulla traversa di Castaldo

Il successo in casa dello Spezia regala ai lupi la semifinale con il Bologna. I rossoblù espugnano il Partenio con un gol in dubbio fuorigioco di Sansone, per la finale serve il colpaccio sul campo degli emiliani. Sul 2-2 Kone ridà fiato alle speranze dei lupi, il match ball capita poi nel finale sul piede di Castaldo. La traversa però dice di no. I sogni di A si infrangono, la storia dell’Avellino prende la strada sbagliata.

12 luglio 2018: la fideiussione rovina la festa con la Falchi

Tutti in piazza per la presentazione delle nuove maglie. Il presidente Taccone è euforico ed accoglie Anna Falchi, la madrina scelta per la serata. In piena festa i primi rumors che raggelano il sangue: l’Avellino non è a posto, rischia l’esclusione dal campionato. Taccone cerca di minimizzare, ma il fastidio ed il nervosismo sono evidenti. Così come le preoccupazioni, che da lì a poco diventeranno amare realtà.

31 luglio 2018: Frattini dice no, si torna all’inferno

Il caldo e la distanza non fanno paura. Il popolo biancoverde si sposta a Roma, sede del Coni, per difendere i propri colori e la propria storia. Dando ancora una volta un grande segnale di civiltà. L’attesa è febbrile, le notizie variano di minuto in minuto. Passando dalla fiducia alla disperazione. Alla lettura della sentenza restano solo lacrime e sconforto. L’Avellino torna di nuovo all’inferno.

2 dicembre 2018: lupi inguardabili, il Trastevere passeggia al Partenio-Lombardi

L’avvio di campionato dell’Avellino di Graziani è molto altalenante, ma i lupi sono comunque attaccati alla vetta. Il match con il Trastevere è uno spareggio per il primato. L’attesa è quelle delle grandi occasioni, il risultato un’autentica delusione. I laziali passeggiano su una squadra slegata e senza idee. Il pubblico fischia sonoramente, assistendo inerme ad una delle più brutte figuracce della gloriosa storia del proprio amato lupo.

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