2010-2019 – Passato, presente e futuro. Avellino, la squadra ideale del decennio

2010-2019 – Passato, presente e futuro. Avellino, la squadra ideale del decennio

I migliori lupi della decade 2010-2019

di Filippo Abbondandolo, @filippoabb

Ancora qualche giorno, poi la seconda decade del ventunesimo secolo andrà in archivio. Prima di accogliere gli anni Venti, riviviamo gli anni Dieci. Anni che hanno aggiunto tanto alla storia dell’Avellino. Tra gioie e delusioni, fallimenti e rinascite. Il nostro viaggio si chiude con la squadra ideale di questo decennio. Come spesso accade in questi casi, difficile districarsi visti i tanti nomi che meriterebbero di entrare in formazione. Le scelte però vanno fatte. Sapendo di non poter accontentare tutti e sicuri di scatenare un dibattito polemico tra i tifosi. Ognuno dei quali ha, nel cuore o nella mente, la sua top 11 ideale.

Ecco la nostra squadra ideale del decennio: 3-5-2 affidato a Massimo Rastelli.

Frattali: la porta biancoverde ha cambiato con grande frequenza il proprio padrone. Lui è stato tra i più continui e costanti, oltre che tra i più amati dal pubblico.

Izzo: in Irpinia ha rimesso in piedi la sua carriera dimostrandosi sicuro e affidabile. E ora sogna ad occhi aperti la convocazione per Euro 2020.

Djimsiti: un gigante nel vero senso della parola. Peccato sia rimasto una sola stagione. Non stupisce vederlo giganteggiare in A ed in Champions League.

Pisacane: grinta e personalità, uno dei fedelissimi di Rastelli. Ha seguito il mister anche a Cagliari e una volta conquistata la A non ha più mollato nulla.

Zappacosta: pendolino instancabile sulla fascia, ha incantato con le sue micidiali sgroppate. Tanti auguri di pronta guarigione dall’infortunio che lo ha frenato.

D’Angelo: il suo addio ha spaccato in due la piazza, il suo apporto alla causa non è però mai mancato. Fosse ripartito dalla D sarebbe diventato sindaco a vita.

Di Paolantonio: uno dei pochi, se non l’unico vero regista del decennio. Letale anche da fermo. Cara società niente scherzi, il professore non si tocca!

Arini: arrivato in sordina è diventato in poco tempo il guerriero della mediana biancoverde. Incisivo anche come cecchino nella metà campo avversaria.

Parisi: un predestinato. Si è guadagnato in pochi mesi la stima di critica e tifosi. Un gioiello da blindare e su cui costruire il prossimo decennio.

Castaldo: vale il discorso fatto prima per D’Angelo. I numeri parlano per lui, fosse rimasto avrebbe potuto scrivere record destinati a diventare imbattibili.

Trotta: è rimasto poco ma ha fatto vedere tanto. Ed il gol decisivo alla Salernitana, con la valigia pronta dietro la panchina, resterà scolpito nella storia.

All. Rastelli: ha preso la squadra in Serie C portandola ad un centimetro dal sogno Serie A. Ai box dopo Cremona, speriamo di rivederlo in pista al più presto.

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