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Basket, comicità e spettacolo: ad Avellino arrivano gli Harlem Globetrotters

Sarà uno spettacolo entusiasmante e tutti i partecipanti andranno via  col sorriso». Parola di Julian Mc Clurkin e

La conferenza stampa di presentazione degli Harlem Globetrotters di scena ad Avellino
La conferenza stampa di presentazione degli Harlem Globetrotters di scena ad Avellino

Strech Middleton, membri degli Harlem Globetrotters che, lunedì sera alle ore 20:00, incanteranno il pubblico del PaladelMauro a suon di schiacciate, stoppate e trick shot. “I giramondo di Harlem” – questo il nome letterale  della squadra- ritornano nel capoluogo irpino a distanza di venticinque dalla loro ultima apparizione, dopo esser stati a Napoli nel 2006. «Gli Harlem Globetrotters rappresentano a livello economico il secondo movimento sportivo mondiale» spiega il responsabile della tappa ad Avellino e Bari, Paolo Grassitelli. Quella di quest’anno è la decima apparizione in Italia per la rappresentativa del quartiere di Manhattan che farà tappa nei prossimi sette giorni anche ad Ancona, Jesolo, Gorizia, Varese, Cantù e Vigevano. «Cercheremo di trasmettere il nostro desiderio di volerci divertire come facciamo del resto in giro per il mondo» spiega Middleton, 225 centimetri di altezza e terzo giocatore più alto nella storia di questo gruppo, nato ottantotto anni fa e riuscito a farsi conoscere in giro per il mondo a suon di tour (ben 56), visite in oltre centoventuno Paesi. Senza dimenticare le ben oltre venticinquemila partite giocate davanti a più di trecento milioni di spettatori, con un bilancio di sole trecento sconfitte. Ad opporsi ai Globetrotters ci saranno i Washington Generals, team di sparring partners. «La cosa più importante per me è riuscire a portare un sorriso nel mondo, oltre a far divertire» ricorda ancora Middleton che dell’Italia conosce «Eros Ramazzotti e ricorda Jarvis Hayes quando militava nei Washington Wizards». La storia dei Globetrotters annovera atleti del calibro di Wilt Chamberlain e Magic Johnson: «È un onore poter far parte di questo team. Ci sentiamo dei privilegiati così come ripercorrere le orme di una leggenda quale Chamberlain». Comicità e basket il marchio di fabbrica degli Harlem, a detta dei due «una famiglia composta da giocatori talentuosissimi e Chamberlain è un vero esempio». In tanti si chiedono se essere un “Globetrotter” preclude la possibilità di esser un buon cestista di livello europeo o da Nba: «Non è impossibile vedere giocatori degli Harlem che militano prima in Nba o viceversa. L’aspetto per cui ci differenziamo riguarda la scelta degli Harlem di esser contemporaneamente giocatori e attori desiderosi di far ridere la gente». Senza avere, tuttavia, una guida tecnica: «Devi essere folle per aver a che fare con noi come allenatore», scherza Mc Clurkin che carica l’ambiente: «Vedrete salti siderali, la dodicesima donna nella storia degli Harlem (Sweet J ndr), fantastiche schiacciate ed interazione col pubblico che potrà decidere le regole di gioco della partita». Fredda, invece, la risposta del pubblico alla voce prevendita con soli 1500 tagliandi nella giornata di ieri. Una risposta sotto le aspettative per l’organizzazione che fa sapere, inoltre, che per l’evento la curva Nord resterà chiusa, coi possessori di biglietto in quel settore che verranno dirottati in Curva Sud.

 

 

 

 

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