IL COMMENTO: Bene i due punti ma c’è ancora da lavorare

Vittoria doveva essere e vittoria é stata, ma non senza patemi. La Scandone batte Pesaro 69-60 dopo una partita dominata per due quarti e mezzo (al 25imo i biancoverdi vincevano 51-29), prima che la luce si spegnesse all’improvviso. È servita una tripla di capitan Cavaliero a 100 secondi dalla fine a ricacciare definitivamente indietro i ragazzi di coach Dell’Agnello e, finalmente, a far muovere la classifica. É paradossale, ma le prime due sconfitte hanno lasciato sensazioni migliori. Complice anche una partita di una bruttezza imbarazzante (38 palle perse tra le due squadre, percentuali di tiro complessive sotto al 40%), la Scandone di questa sera non sembra aver proseguito quel percorso di crescita tanto caro a coach Vitucci. La partita di questa sera ha mostrato una panchina che (a parte Cavaliero) ancora non riesce a dare un contributo di rilievo (5 punti totali in 35 minuti complessivi), problemi contro la difesa schierata (20 palli perse con 9 per Banks), e un atteggiamento, in alcuni elementi, del tutto inadeguato. Eppure i presupposti per una serata tranquilla c’erano tutti: sulle ali di Hanga e Anosike, i biancoverdi hanno veleggiato tranquilli per oltre metà partita, prima del blocco inspiegabile che ha infastidito non poco il pubblico di un PalaDelMauro sempre più vuoto e meno “sesto uomo”. La strada é ancora lunga, c’è molto da lavorare, e anche una vittoria più convincente non avrebbe cambiato la cosa. Lunedì prossimo al PalaDelMauro viene Milano: una partita che, affrontata così, sarebbe un massacro. Le motivazioni, ovviamente saranno diverse, e speriamo, anche l’atteggiamento.

di Alfredo Bartoli

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