NEWS

Dimenticare i play off per dimostrare orgoglio (di Alfredo Bartoli)

Alla ricerca di serenità e di un minimo di convinzione. La Scandone va a Reggio Emilia con i suoli mille dubbi e le sue poche certezze per cercare di invertire un trend a dir poco negativo (sette sconfitte nelle ultime otto di campionato) ma, soprattutto, per darsi una scossa per chiudere l’ultimo terzo della stagione. Già, perché l’aspetto peggiore di questa situazione è che alla fine del campionato mancano 10 partite. Tante, ma che potrebbero sembrare ancora di più se approcciate  come la gara contro Capo d’Orlando. L’atteggiamento e il body language messo in campo sette giorni fa dai biancoverdi, fanno passare in secondo piano anche i chiari limiti tecnici e tattici di questa squadra, per cui dimentichiamo la parola play off che al momento significherebbe prendere in giro noi che scriviamo e voi che leggete. Ora come ora questo gruppo non ha alcuna speranza di poter raggiungere ed affrontare la post season. Né, a nostro avviso, eventuali modifiche del roster potrebbero cambiare la tendenza per tutta una serie di motivi. Il primo riguarda le tempistiche: i protocolli Sidigas li conosciamo ormai da un pezzo, per cui tra il pagamento del lodo Pancotto (che permetterebbe il tesseramento di nuovi innesti) e la stipula del contratto con il nuovo giocatore passerà ancora del tempo. In secondo luogo, chi arriva dovrà  prima inserirsi e poi prendere in mano la squadra (si parla di un play al posto di Gaines). Obiettivamente, per vedere la Scandone 2.0 del 2015, dovrà passare del tempo e le dirette concorrenti non ti aspettano. L’anno scorso gli inserimenti di Foster prima e di Achara e Goldwire dopo, non servirono a granché (e le tempistiche, per certi versi, sembrano simili), per cui forse sarebbe opportuno continuare a lavorare su chi c’è.

A cominciare dalle prossime due partite, contro squadre di primissima fascia e con roster importanti come Reggio Emilia e Sassari. Come sottolineato anche da coach Vitucci nella consueta conferenza di presentazione della gara, contro team di livello la sua squadra ha sempre fornito le prestazioni migliori: la Grissin Bon, anche se in un periodo no (ha perso tre delle ultime quattro gare e viene dall’inquietante -50 di Milano) e con problemi di infortuni (non ci sarà Silins, mentre dovrebbero rientrare Cervi e Diener) resta una formazione di assoluto livello e con un sistema di gioco talmente collaudato da non risentire delle assenze di alcuni interpreti. Anche per i biancoverdi potrebbero esserci delle defezioni: Harper probabilmente non sarà della partita (e questo potrebbe essere un bene), mentre Gaines dovrebbe recuperare in extremis.

Il PalaBigi è un palazzetto funesto per i colori biancoverdi: retrocessioni, prestazioni orride (l’ultima l’anno scorso e ci si giocavano le Final Eight), tensioni. Sembra davvero che tutto sia contro la Scandone o, cambiando l’angolazione, potrebbe sembrare il palcoscenico perfetto per provare a mettere in campo un minimo di orgoglio e di amor proprio, un barlume di energia per far scattare una scintilla in occhi ormai spenti da tanto, troppo, tempo.


Segui SportAvellino.it su WhatsApp!
Iscriviti al nostro canale YouTube per rimanere aggiornato!

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Pulsante per tornare all'inizio